Mira, la festa dei 5 Stelle vietata dal sindaco grillino

Alvise Maniero alza bandiera bianca: «Non ci sono le condizioni tecniche». Saltano i concerti e il comizio del leader: «Un buon banco di prova, ritenteremo»
File - File photo dated Friday Feb. 22 2013 of Italian comic-turned-political agitator Beppe Grillo, leader of the anti-establishment 5 Star Movement, delivering a speech during a final rally in view of the general elections, in Rome. In a report Tuesday May 28, 2013 on the results from local ballots the comic's anti-establishment political movement that scored a stunning success in elections for Parliament, has flopped across Italy. Final results across the nation dealt Beppe Grillo's upstart 5-Star Movement a dramatic setback.(AP Photo/Andrew Medichini, File)
File - File photo dated Friday Feb. 22 2013 of Italian comic-turned-political agitator Beppe Grillo, leader of the anti-establishment 5 Star Movement, delivering a speech during a final rally in view of the general elections, in Rome. In a report Tuesday May 28, 2013 on the results from local ballots the comic's anti-establishment political movement that scored a stunning success in elections for Parliament, has flopped across Italy. Final results across the nation dealt Beppe Grillo's upstart 5-Star Movement a dramatic setback.(AP Photo/Andrew Medichini, File)

MIRA. Niente festa. Niente comizio di Grillo e concerto rock. Dopo il tonfo elettorale e le bufere per gli attacchi di Grillo a Rodotà, il Movimento 5 Stelle deve rinunciare alla festa nazionale «5 Stelle Live» in programma oggi e domani a Mira per celebrare la nascita della Repubblica: il 2 giugno 1946 l’Italia appena uscita dalla guerra ha mandato in esilio i Savoia e spalancato le porte alla democrazia. E i motivi per festeggiare c’erano tutti, tanto che i «grillini» hanno montato un mega stand bianco e un’altra struttura nella zona industriale tra Giare e Gambarare di Mira. Peccato che il movimento di Grillo e Casaleggio non abbia fatto i conti con il sindaco Alvise Maniero, eletto un anno fa con i colleghi di Sarego e Parma, e già passato agli annali per aver «licenziato» un’assessore donna incinta.

Ieri Maniero ha gettato la spugna e verso le 20 ha fatto arrivare in redazione una nota di poche righe, con cui ha messo fine a tutti i dubbi: «Per questioni tecniche, la festa viene rimandata. La documentazione presentata dagli organizzatori – ricordiamo che non è l'amministrazione a proporre le feste e gli eventi, semmai li controlla – non è purtroppo ancora sufficiente per permettere lo svolgimento della festa, che come ogni evento aperto al pubblico deve ovviamente rispettare i requisiti e le norme previste: dall'organizzazione dei parcheggi al sistema di distribuzione di cibi e bevande, alle varie disposizioni per la sicurezza dei partecipanti. Anche le condizioni meteo avverse non hanno giocato a favore degli organizzatori», osserva Maniero, «nessun problema: dal mio punto di vista, meglio rimandare una festa che non farla come si deve. A maggior ragione se deve essere "a 5 stelle": tutti teniamo che sia regolare, sicura e quindi occasione di sereno incontro per i cittadini e gli attivisti. Spero gli organizzatori considerino quello appena sperimentato un buon banco di prova, utile a risolvere i problemi incontrati per un prossimo evento».

Tutto a posto? Peccato che lo staff del sindaco non abbia informato il senatore Enrico Cappelletti, convinto più che mai di partecipare domenica pomeriggio ad un dibattito sulla piccola e media impresa e il decreto paga debiti della Pubblica amministrazione. Cosa non ha funzionato? Dopo due giorni di vertici tra tecnici del Comune, attivisti del M5S, vigili del fuoco, protezione civile e Prefettura per valutare se la festa fosse stata organizzata nel rispetto di tutti i requisiti di sicurezza, il sindaco Alvise Maniero ha dovuto alzare bandiera bianca per le «gravissime carenze tecnico–organizzative» che l’ evento aveva messo in evidenza nelle ripetute ispezioni della commissione spettacoli dell’ente locale.

L’organizzazione di «5 stelle Live» era iniziata nel peggiore dei modi: era stato individuato come luogo il parco del Donatore a Oriago di Mira, senza parcheggi, a 5 metri da palazzine, senza servizi igienici né vie di fuga in caso di emergenza e nel cuore di un quartiere densamente abitato. Subito sono scoppiate le polemiche e il Comune ha costretto gli organizzatori, fra i quali il consigliere comunale M5S Michele Pieran, a fare marcia indietro e a scegliere un altro posto a Gambarare di Mira. Tutto inutile.

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