Grata posizionata male nell’area di servizio, scivola e resta invalida
Rinviato a giudizio il titolare di un distributore di benzina a Mira, la 56enne aveva riportato gravi fratture multiple in varie parti del corpo

Stava raggiungendo il posto di lavoro quando all’improvviso è scivolata su una griglia metallica nei pressi di una zona di passaggio di una stazione di servizio. Per quella caduta, la donna di 56 anni ha riportato una serie di complesse fratture in tutto il corpo che le sono costate il 6% di invalidità. Ora, a distanza di quasi due anni da quella mattina del 13 marzo del 2024, il responsabile di un distributore di benzina di Mira in via Nazionale, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di lesioni personali colpose. La prossima udienza davanti al giudice di pace penale di Dolo è fissata per il prossimo 27 maggio.
L’episodio si è verificato poco dopo le 6 del mattino, mentre la donna stava raggiungendo a piedi la fermata dell’autobus per dirigersi al proprio posto di lavoro a Venezia. Arrivata in un tratto privo di marciapiede, la donna inciampa su questa griglia metallica di scolo dell’acqua posizionata fuori dalla propria sede naturale, cadendo rovinosamente a terra.
A seguito della querela presentata dalla donna, assistita dagli avvocati Augusto Palese e Gian Luca De Biasi, le indagini preliminari hanno portato al rinvio a giudizio per lesioni colpose del responsabile della stazione di servizio. L’accusa nei suoi confronti è di aver omesso – con negligenza e imprudenza – di provvedere alla riparazione della griglia metallica installata sull’area di passaggio di pertinenza dell’impianto. La stessa, infatti, essendo fuori dalla propria sede, aveva creato un dislivello pericoloso dove i pedoni correvano il rischio di inciampare.
Dopo il fatto, comunque, la griglia costituente l’insidia, è stata assicurata e ancorata alla pavimentazione. Peccato che la precedente situazione di precarietà ha comunque portato la 56enne ad essere vittima di una rovinosa caduta.
Gli accertamenti sanitari successivi a quell’episodio hanno infatti evidenziato un trauma cranio-facciale con ecchimosi alla regione periorbitaria sinistra ed epistassi, oltre alla frattura del capitello radiale sinistro e alla frattura del seno mascellare sinistro, con conseguente invalidità permanente del 6%, verificata dal medico-legale Gianni Barbuti, nominato dagli avvocati difensori della donna.
La vicenda riporta ancora una volta l’attenzione sul tema della sicurezza delle aree di passaggio adiacenti agli impianti di servizio e, più in generale, sulla manutenzione delle infrastrutture urbane frequentate quotidianamente da pedoni e lavoratori pendolari. Rispetto alle numerose ferite riportate in seguito alla caduta con tanto di riconoscimento di invalidità permanente, la vittima ha chiesto un risarcimento in sede civile. Sul punto, sono in corso trattative con la compagnia di assicurazioni garante della stazione di servizio per chiudere la vicenda.
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