Minacce e grida contro la ex, guardia giurata a processo
Una separazione turbolenta, ora l’accusa è maltrattamenti in famiglia e stalking. Opposta la versione della difesa, secondo cui si è trattato di reazioni provocate

Una battaglia legale a colpi di denunce che dura dal 2019, da quando lui e lei - genitori di due bimbi - hanno deciso di lasciarsi. Un divorzio per nulla “indolore”, accompagnato da molte liti, ritorni, nuovi animati litigi anche pubblici, in un crescendo di denunce da parte di lei.
È una storia che si presenta a prima vista anomala - rispetto alla maggior parte dei tanti procedimenti per maltrattamenti in famiglia e stalking che affollano i calendari del Tribunale - quello che si sta svolgendo davanti al giudice Raffaele Incardona. Imputato è una guardia giurata quarantenne, difesa dall’avvocato Mauro Serpico.
Il pm chiede l’archiviazione, il giudice decide per il processo
In questo caso così intricato, al termine delle indagini, il pubblico ministero Andrea Petroni aveva deciso di archiviare le accuse, ritenendo litigi e insulti (che avvenivano, in particolare, in coincidenza dei giorni di passaggio dei bambini tra madre e padre) frutto di una separazione parimenti conflittuale, più che di maltrattamenti e minacce da parte dell’uomo nei confronti dell’ex moglie.
Di diverso avviso era stato il giudice per le udienze preliminari Alberto Scaramuzza, che aveva ordinato l’imputazione coatta. E così si è arrivati al processo, al quale fanno da corollario - secondo la versione della difesa - le minacce che la donna avrebbe rivolto al marito , “Ti rovino”, “Ti faccio togliere l’arma...”, seguite da accuse di maltrattamenti e insulti ripetuti.
La difesa del vigilante
«Per tre volte al mio cliente è stata tolta l’arma di servizio e per tre volte il prefetto ha accolto la nostra istanza e gliel’ha restituita», racconta l’avvocato Serpico, «così come il divieto di avvicinamento disposto dal giudice è stato poi annullato dal Tribunale del Riesame».
La tesi della difesa è che - nell’ambito delle tensioni nella coppia - sia stata la donna a provocare le reazioni dell’uomo, con le sue continue denunce cadute nel nulla. Ma che non si sia mai andati oltre.
Ieri, mercoledì 8 aprile, però, in aula c’è stata la testimonianza dell’avvocata che per un periodo ha assistito la signora e ha raccontato delle offese, minacce e grida che l’uomo ha riversato sulla ex, sulla suocera e sulla stessa avvocata presente un giorno ad un animato passaggio dei bimbi. All’udienza dell’8 luglio, sarà l’imputato a raccontare la sua versione della storia. —
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








