Migliaia di storni creano danni ad allevamenti e colture

G.mo.

TORRE DI MOSTO

Migliaia di storni mettono a rischio allevamenti e colture, divorando il mangime degli animali da cortile e rovinando il mais. Con danni notevoli per gli imprenditori agricoli. È allarme nelle campagne tra Torre di Mosto e Sant’Elena. Il problema si ripresenta da alcuni anni. Ma in queste settimane è diventato più evidente, con migliaia di storni che volano tra i campi. Bellissimi da vedere. Assai meno graditi agli agricoltori, che protestano per i costi che debbono sopportare. Ne sanno qualcosa all’azienda Mattiuzzo, la più importante del territorio per l’allevamento dei fagiani, con 50 mila capi. «In due giorni gli storni svuotano le mangiatoie», spiegano i titolari, «consumiamo circa 6 mila quintali di mangime a stagione. Lo scorso anno, con lo stesso numero di fagiani, abbiamo calcolato di aver consumato almeno 200 quintali in più». Mangime finito nella pancia degli storni, ma che per l’azienda rappresenta un costo. Quest’anno sembra andare peggio. Senza contare che gli storni danneggiano anche le pannocchie e possono essere veicolo di malattie per gli altri animali allevati. —

G.MO.

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