Rsa Anni Azzurri senza medici: «I servizi sono al minimo storico»
Il 4 gennaio il sit in dei familiari all’ingresso della struttura di Favaro. Il gruppo Kos si difende: «Assenze improvvise»

Picchetto dei familiari fuori dall’rsa Anni Azzurri di Favaro, ieri mattina poco prima che venissero aperti i cancelli per le visite agli anziani. Al centro del sit in, l’assenza dei medici negli ultimi giorni, che ha creato particolare scompiglio.
Il gruppo Kos, che gestisce la casa di riposo, ha spiegato che si è trattato di due assenze improvvise, tamponate aumentando gli infermieri in turno.
I medici assenti
«Da oltre tre giorni i due medici solitamente presenti in struttura non ci sono», spiega il portavoce del comitato, Giancarlo Cecchinato, «così abbiamo segnalato la situazione all’Usl, trattandosi di una struttura privata accreditata».
La risposta dell’azienda sanitaria non ha tardato ad arrivare: «Ricordiamo che in fascia diurna, nei prossimi giorni, è comunque attiva presso il distretto di Favaro la guardia medica dalle 10 alle 20 nei prefestivi, dalle 8 alle 20 nei festivi. Per le emergenze è sempre disponibile il 118».
Davanti alla nota, però, il comitato ha sottolineato l’importanza di avere un appoggio medico all’interno della struttura e ricorda che l’Usl stessa raccomanda spesso un uso attento del Pronto soccorso, per evitare che venga preso d’assalto dai codici minori, cosa che in queste settimane, con il picco dell’influenza e le festività, sta avvenendo di continuo.
E, di rimando, più codici bianchi e verdi comportano una maggior attesa. Il gruppo Kos ha fatto sapere che si è trattato di due malattie improvvise, «Alle quali abbiamo sopperito con il potenziamento della presenza di infermieri, comunicandolo preventivamente ai parenti e all’Usl».
Il 4 gennaio, spiegano, è tornato tutto regolare: «Abbiamo ripristinato la piena qualità dell'assistenza che ci contraddistingue con il rientro in servizio di uno dei due medici e confermiamo il nostro prioritario impegno nel garantire qualità e attenzione alle esigenze delle persone da noi assistite».
Per i familiari, però, la situazione resta grave. «La struttura ospita persone fragili», aggiunge Mirella Orlando, figlia di un’ospite, «che hanno necessità sanitarie, non possiamo pensare che queste risposte non vengano date. Anche perché noi familiari abbiamo orari ben precisi per fare loro visita, se stanno male chi si occupa di loro se nemmeno il medico c’è?» si chiede.
I servizi
Per i parenti, le assenze dei professionisti si inseriscono in un discorso più ampio, legato ai servizi offerti. «Sono al minimo storico», commenta Cecchinato, seguito da Orlando che aggiunge: «La carenza di personale rende tutto più difficile, a volte gli anziani vengono lasciati a letto anche tutto il giorno, perché gli oss non sono abbastanza. Questo si ripercuote sul benessere degli utenti».
Cecchinato, a nome del comitato, fa sapere che la richiesta è quella di avviare un tavolo con l’Usl e con il gruppo Kos che gestisce la casa di riposo di Favaro, per capire in che direzione andare.
«Servirebbero degli aiuti per le famiglie, affinché si occupassero a casa degli anziani. Perché questo succeda, serve un’assistenza domiciliare che funzioni al meglio».
Rette: rincari e ricorsi
Come se non bastasse, da dicembre le rette hanno visto aumenti dai 100 ai 150 euro, in base all’Isee degli anziani. Qualche parente si è detto disponibile a pagare «purché ci sia un miglioramento della qualità dei servizi offerti», ma molti sono intenzionati a protestare e si stanno organizzando per fare ricorso al Tar. «La politica non ci ascolta, la magistratura sì, non possiamo fare nient’altro», aggiunge il portavoce.
Opposizione ai pagamenti
Sulla questione, è entrato a gamba tesa anche il Codacons: «Abbiamo mandato una pec alla direzione», fa sapere Tommaso Todesca, «in cui sottolineiamo come i servizi lascino a desiderare. Abbiamo anche annunciato che stiamo organizzando un’opposizione agli aumenti delle rette».
Di fatto, come già accade all’rsa San Lorenzo di Venezia, alcuni parenti potrebbero continuare a pagare l’importo dovuto prima degli aumenti, senza aggiungere il centinaio di euro in più previsto dal mese scorso.
La protesta potrebbe allargarsi, nelle prossime settimane, anche alle altre case di riposo interessate dai rincari: la Mariutto di Mirano, Anni Azzurri a Quarto d’Altino, la Stella Maris al Lido di Venezia e l’Opera Santa Maria della Carità a Pellestrina.
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