Mestre, nuovi Bicipark protetti in arrivo: allo studio parcheggi per bici a Marghera e al Lido

Dopo il successo degli spazi al Candiani e alla stazione, il Comune punta a realizzare nuovi parcheggi protetti per biciclette anche in altre zone della terraferma. Intanto sono in arrivo oltre 1.800 cartelli per orientare i ciclisti

Mitia Chiarin
Una ciclabile a Mestre
Una ciclabile a Mestre

C’è voglia di parcheggi, protetti, per le biciclette a Mestre. Dopo l’apertura del Bici park, sempre pieno, a fianco del centro culturale Candiani, l’amministrazione comunale spinge sull’acceleratore per dotare la città di altri piccoli parcheggi protetti nella terraferma.

Aperto dall’aprile 2025 con 50 posti per biciclette e monopattini, protetti e non all’aperto, ma al chiuso in un ex ufficio comunale, il bicipark al Candiani ha finora totalizzato 3.729 ingressi e da questa estate è quasi sempre pieno, anche in questi giorni autunnali. Il grande Bicipark a fianco della stazione ferroviaria di Mestre vanta all’anno invece 8.222 ingressi.

Sul fronte abbonamenti sono 1.373 quelli stipulati per i due BiciPark di Mestre, mentre sono 355 quelli registrati nello spazio di Venezia, un’area adattata all’interno del Garage comunale di piazzale Roma.

Parla l’assessore

«Siamo soddisfatti dei risultati dei Bicipark fin qui realizzati ma intendiamo anche potenziare questo tipo di servizio, lasciando ovviamente la gestione sempre in capo ad Avm», spiega l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Riccardo Brunello. «E pensiamo di potenziare questo tipo di parcheggi per bici, sul tipo di quello del Candiani, quindi più piccoli, perché riceviamo tantissime segnalazioni di persone che vogliono utilizzare di più la bicicletta ma temono, come è già accaduto a tanti, di dover fare i conti con i ladri.

E quindi ci siamo messi al lavoro come Mobilità per individuare nuove aree dove attrezzare questo tipo di parcheggi, protetti. Pensiamo in particolare a Marghera e al Lido di Venezia ma anche in altre zone vicine ad importanti snodi del trasporto pubblico. E pensiamo anche di ampliare, oltre a quello realizzato a Forte Marghera, isole di sosta per le bici con servizi come quelli della ricarica delle bici elettriche o del gonfiaggio gomme».

La voce dei ciclisti

La notizia che altri Bicipark piccoli, come quelli del Candiani, arriveranno in città è ben vista dal popolo delle due ruote, che cresce con l’aumento delle piste ciclabili che oggi hanno superato i 200 chilometri complessivi di percorsi in città. Antonio Dalla Venezia, storica voce della Federazione degli Amici della bicicletta, commenta.

«Nuovi bici park? Ben vengano. Io uso sempre quando arrivo in centro quello del Candiani, oppure uso quello della stazione. Sono davvero utili e consentono di usare la bici senza temere furti. Dove realizzarne? Io proporrei la zona di Corso del Popolo, oltre a Marghera. Sarebbe utile per chi arriva da piazza XXVII Ottobre e da San Giuliano».

La piaga dei furti

Non ci sono dati certi, anche perché le denunce sono poche e solo per i mezzi con un grande valore economico. Ma Mestre, in particolare, continua ad essere territorio di caccia dei ladri di biciclette. Che se non riescono a rubare cicli da piazzare o caricare su furgoni e rivendere nei paesi dell’Est, si accaniscono depredando i cicli parcheggiati con buone catene di protezione di tutti gli accessori: dalle selle alle ruote.

Pezzi che poi possono essere rivenduti. Ci sono scheletri di bici depredate da mesi all’ingresso di galleria Matteotti oppure nella zona del quartiere Piave, o ancora vicino alla stazione. Il consiglio è ovviamente di utilizzare, se si deve parcheggiare all’aperto, le nuove rastrelliere, modello Verona, che assicurano maggiore sicurezza ai mezzi.

Ma serve anche dotarsi di pesanti catene. In città le rastrelliere per le biciclette all’aperto hanno superano quota duemila. Ma nei parcheggi, con vigilanza, gestiti da Avm la sicurezza è maggiore. Al Candiani, per esempio, l’abbonamento mensile costa 10 euro. L’uso giornaliero prevede un esborso di 50 centesimi.

Nuova segnaletica

Mentre gli uffici comunali studiano dove realizzare i nuovi piccoli Bicipark, in città entra nel vivo anche la nuova operazione: segnaletica per le bici. Oltre alla realizzazione delle corsie con frecce arancioni a terra lungo i principali percorsi ciclabili, in arrivo anche la segnaletica verticale. Pannelli arancioni e grigi che forniscono ai ciclisti indicazioni sui principali luoghi di interesse lungo i tragitti, e pure i tempi di percorrenza necessari.

«L’impresa sta posizionando tutti i pali. A breve arriveranno anche le nuove tabelle», assicura l’assessore Brunello. Non sono pochi: è prevista infatti l’installazione di oltre 1.800 cartelli distribuiti in circa 630 punti della rete ciclabile (di cui 118 intersezioni) per guidare cicloturisti e cittadini, indicando località, distanze e punti di interesse. Il progetto comunale prevede la creazione di mappe interattive e codici QR code applicati direttamente sui pali della segnaletica, collegati al portale dedicato "Venezia in Bici".

Nuove attività

Con il bando riuso, appena approvato dal consiglio comunale, si può aprire anche a nuove attività legate alla ciclabilità, come per esempio le officine di riparazione bici. Idea proposta anche dai privati che devono realizzare la trasformazione delle proprietà Manente nella centralissima via Sarpi.

 

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