Merce esposta alla rinfusa: ai mercati di Mestre e Marghera scattano multe e diffide

I controlli della polizia locale nei mercati bisettimanali in terraferma contro chi non rispetta le regole e consente di rimestare i vestiti nei cestoni. Un operatore recidivo: sanzionato per la quarta volta, attività sospesa tre giornate

Marta Artico
La polizia locale al mercato di Mestre
La polizia locale al mercato di Mestre

Pugno duro contro la merce alla rinfusa, buttata nei cestoni del mercato open-air di Mestre e in quelli di Marghera, che viene rimestata dai clienti alla caccia dell’offerta.

I controlli

Il bilancio è di nove verbali e cinque diffide nell’ambito dei controlli effettuati questa settimana dalla Polizia locale nei mercati settimanali delle due Municipalità. Le verifiche sono state svolte martedì a Marghera e venerdì a Mestre e hanno riguardato, in particolare, le modalità di esposizione e vendita di capi di abbigliamento.

Il Regolamento comunale per il commercio su aree pubbliche approvato dal Consiglio comunale il 30 marzo 2023, vieta infatti all’articolo 8 l’esposizione di merce alla rinfusa e stabilisce che i prodotti debbano essere collocati in maniera ordinata, senza accatastamenti al suolo o nelle aree accessibili al pubblico.

Una successiva disposizione ha precisato che, nel caso dell’abbigliamento, rientrano nella definizione di “merce alla rinfusa” i capi non piegati o appesi, collocati in cestoni senza ordine merceologico o di genere e disposti in modo da consentire al cliente di rovistare autonomamente in un ammasso indistinto di indumenti.

Escalation di sanzioni

La disciplina prevede una progressione delle sanzioni accessorie in caso di reiterazione. Per i mercati settimanali, alla prima violazione segue la sanzione pecuniaria con diffida; dal secondo accertamento è prevista anche la sospensione dell’attività di vendita, che cresce progressivamente da una a cinque giornate di mercato.

Operatore recidivo

Per uno degli operatori controllati a Mestre, la contestazione era la quarta, per la medesima violazione: in questo caso la disciplina applicativa prevede, oltre alla sanzione pecuniaria, la sospensione dell’attività di vendita per tre giornate di mercato.

Nel corso delle verifiche sono state inoltre formalizzate cinque diffide per modalità di esposizione non conformi. Per alcuni degli operatori sono emerse anche ulteriori irregolarità amministrative relative alla Scia.

«Il controllo dei mercati serve a garantire spazi ordinati e condizioni di vivibilità per chi lavora e per chi li frequenta», commenta la vicesindaco con delega al Decoro urbano Francesca Zaccariotto, «Gli operatori vengono informati sulle modalità corrette di esposizione e su come adeguarsi, poi scatta la sanzione. Quando poi le violazioni si ripetono, il regolamento prevede una conseguente progressione delle sanzioni, come in questo caso».

«I mercati sono un servizio per i quartieri e un luogo di lavoro per molti operatori, e la loro qualità passa anche dal rispetto delle modalità con cui vengono organizzati i banchi» aggiunge l’assessore al Commercio Sebastiano Costalonga, «La grande maggioranza degli ambulanti opera nel rispetto delle regole, per questo è necessario intervenire quando si riscontrano comportamenti irregolari, soprattutto se reiterati».

 

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