Moschea a Mestre, vietati i cortei di Forza Nuova e centri sociali
Alta tensione in vista della doppia manifestazione di martedì 31 marzo. Gli estremisti di destra potranno promuovere un sit-in davanti alla stazione. Ai centri sociali concesso di radunarsi davanti alla chiesa di via Piave, ma non di sfilare

Niente corteo anti-moschea lungo via Piave per Forza Nuova. E neppure per i Centri sociali e il Laboratorio Climatico Pandora. Del resto, il percorso era il medesimo ed era scontato, che i secondi lo avevano deciso con l’obiettivo di mettere i bastoni tra le ruote ai primi.
A stabilirlo è stato il questore di Venezia, Antonio Sbordone, che in serata ha fatto recapitare al gruppo di estrema destra, così come al Centro Rivolta, le prescrizioni alle quali attenersi. Una prova di forza, in cui entrambi gli schieramenti hanno mostrato i muscoli, in attesa di questa sera.
La tensione era troppo alta e il pericolo si verificassero potenziali situazioni di rischio per l’incolumità pubblica, elevato. Obiettivo delle forze dell’ordine, è evitare che i due schieramenti opposti si affrontassero testa a testa. Gli attivisti di Forza Nuova avevano pre annunciato per martedì 31 marzo una marcia contro la moschea di via Giustizia “targata centrodestra” come l’hanno definita.
I Centri sociali, a ruota, il contro-presidio anti fascista: un sit-in con ritrovo nel piazzale della Madonna di Lourdes, in via Piave, con tanto di marcia, quasi in contemporanea. Per questo l’ordine arrivato dalla Questura impone alcune misure da far rispettare a Forza Nuova, che non potrà spostarsi ma dovrà rimanere nel luogo stabilito, ossia di fronte stazione dei treni, senza intralciare il traffico. E lo stesso ai Centro sociali.
In mattinata, si era svolto un Cosp, comitato provinciale di ordine e sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto, Darco Pellos, per affrontare la questione, che va inquadrata non solo in un contesto delicato esacerbato dal clima elettorale, ma che va anche letto in una cornice internazionale calda, che esaspera ideologie di opposta matrice.
Il movimento di estrema destra non l’ha presa bene: «Siamo alla solita pagliacciata antifa-questura tra divieti e spostamenti, ma noi ci saremo, anche quando i centri sociali difendono la moschea made in Fratelli D’Italia» hanno dichiarato i portavoce Luca Leardini, coordinatore Veneto, Luca Castellini e Rudi Favaro. «Ancora una volta la farsa si è ripetuta: diniego del corteo per “questioni di ordine pubblico”, motivato da una contro-manifestazione indetta dai centri sociali ai quali è bastato alzare la mano, insieme a qualche timida pressione istituzionale, per impacchettarci in una prescrizione secondo il rodato sistema del “forti coi più deboli e deboli con i più forti”». Infine: «Noi ci saremo per manifestare contro la nuova moschea targata FdI e per rappresentare l’ultimo baluardo di difesa della cristianità contro lo scambio di voti stranieri dei partiti istituzionali, da sinistra a destra, e contro chi viene sguinzagliato a loro difesa».
Michele Valentini, portavoce del Rivolta, risponde a tono: «Il divieto del corteo di Forza Nuova, è la ragione per cui abbiamo lanciato l’appello alla città e per noi è un primo grande risultato, ossia averlo impedito. Adesso viene la seconda parte: invitiamo tutta la Mestre anti fascista a scendere in piazza contro chi, da fuori, vuole portare odio e discriminazione, per garantire con la nostra presenza il fatto che Forza Nuova non sfili per le strade di Mestre, usando la città come palcoscenico per le proprie campagne di discriminazione. E se qualcuno volesse cambiare idea all’ultimo e autorizzare il loro corteo, noi ci muoveremo per impedirlo. In queste ore stiamo ricevendo messaggi di solidarietà da parte di tantissimi, a cui abbiamo dato appuntamento per oggi: ci appelliamo alla Mestre anti fasciata e anti razzista». E i musulmani? «La nostra deve essere una città accogliente, libera, in cui diritti sociali e civili siano garantiti per tutti».
Rimane sempre l’affair FdI, sullo sfondo. «Fratelli d’Italia dovrebbe fare pace con se stessa: un giorno costruisce campagne islamofobe, un altro per una manciata di voti si dice favorevole alla moschea». In mattinata all’M9, il questore Antonio Sbordone, a margine del convegno sulla legalità, era stato chiaro rispetto alla manifestazione e alla volontà di non alzare i toni: «Ho sempre pensato che le manifestazioni, per quanto possibile, non si vietano ma si gestiscano, gestiremo anche questa e detteremo misure e prescrizioni in modo che si possa stare in piazza senza rischi. Le manifestazioni, così come sono state regolarmente preannunciate da entrambi, non vanno bene». Chiude: «Intorno alla moschea il dibattito è aspro ed è destinato, secondo me, a crescere».
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