Mestre, le passeggiate contro il degrado si allargano. Appello dei cittadini: «Aiutateci a rendere la città più sicura»

I gilet arancio, compatti, chiedono di essere ascoltati dal mondo politico. Il gruppo civico ha lanciato il futuro del progetto proprio dal sottopasso che divide Mestre da Marghera, dove è stato allestito un tavolo con tanto di sedie, casse e microfoni

Marta Artico

Gli obiettivi sono presto detti: «Attivare reti di cittadinanza attiva, migliorare la tempestività delle segnalazioni, aumentare la presenza visibile nei quartieri, rafforzare il senso di appartenenza e supportare, senza sostituire, l’azione delle forze dell’ordine». Sabato mattina il gruppo di volontari con i riconoscibili gilet arancione fluo che da settimane, oramai, senza stancarsi, percorre le strade delle zone rosse, ha deciso di presentarsi alla città e spiegare le ragioni che lo muovono e lo fanno diventare ad ogni uscita più numeroso.

Il team delle passeggiate civiche guidato da Alvise Ferialdi di Buongiorno Marghera e Mestre, ha allestito un tavolo con delle sedie, casse e microfoni, niente meno che nel sottopassaggio che divide Mestre da Marghera, al centro dei riflettori, dove l’odore di urina è più forte che mai nonostante le pulizie.

I cittadini hanno spiegato che nessuno di loro è spinto da mire politiche, né ha tessere di partito, prendendo le distanze da polarizzazioni semplicistiche. Stefano Santina, dell’omonima pescheria del mercato coperto di Mestre, ha sottolineato che si è unito al gruppo perché vive a Marghera e vuole che i suoi nipoti non debbano avere paura di andare in giro per la città. Mauro Panisson ha raccontato che a spingerlo, è stata l’aggressione di cui è stato vittima suo fratello un mese e mezzo fa.

«Ci siamo trovati in venti, abbiamo cominciato e sulla scorta del degrado toccato con mano, sono nate le passeggiate. Credo in questo progetto e lo porterò avanti fino alla fine, perché vogliamo il meglio per la città: basta degrado e più pulizia».

Francesca Zane, è una acquisizione recente: «Mi sono fatta coraggio e ho deciso di partecipare, per far capire a chi mi domanda perché lo faccio, che c’è speranza di cambiare le cose. L’unica ideologia che seguiamo, sono i nostri valori e il nostro essere cittadini, e la volontà di sollevarci da questo peso». «Amo Marghera» dice secca Dolores Bortolozzo «ho combattuto fin da piccola le etichette affibbiate a questo territorio: vedere oggi che il degrado avanza, mi ha fatto male. Così mi son detta, non serve chissà quale senso civico per mettersi in gioco. Questo gruppo è spontaneo e apolitico e quando ci sarà un nuovo sindaco, lo dimostreremo a chi oggi non crede in noi».

Tra i presenti anche Michele Guerra, che porta avanti la causa a Mestre. Il gruppo si aggancia al decreto sicurezza che disciplina il controllo di vicinato e chiede di istituzionalizzare le passeggiate civiche, lanciando un appello a tutti i candidati sindaci, consiglieri e politici che desiderino incontrare il gruppo, per prendere seriamente in esame la proposta e renderla ancora più efficace e fattiva in città. Chiarisce Ferialdi: «Questa è la nostra proposta, l’abbiamo messa nero su bianco e vogliamo andare avanti, per questo ringraziamo chiunque di qualsiasi partito voglia farsi carico del nostro progetto, e dargli gambe».

E questo è proprio l’obiettivo dichiarato: dare gambe alle passeggiate civiche, anche mediante un sostegno economico, che potrebbe configurarsi, ad esempio, col parcheggio gratuito per chi decidere di spendersi in prima persona per la causa di rendere la città più sicura e più vivibile. Anche perché le persone guardano, si accorgono di quello che accade, desiderano partecipare e si sentono considerate. Una catena virtuosa che genera altre passeggiate e più sicurezza, oltre che un modo diverso di fare comunità e abitare il territorio. 

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