Mestre, investe un pedone e scappa: i vigili la cercano, trovano e denunciano

Pirata della strada denunciata per omissione di soccorso, dopo aver ferito un pedone in via Lussinpiccolo
Vigili urbani di pattuglia
Vigili urbani di pattuglia

MESTRE. Mercoledì ha investito un pedone in via Lussinpiccolo, a Mestre, scappando senza prestare alcun soccorso. Poche ore di "latitanza" poi i vigili del comando della polizia locale di Venezia hanno dato un nome e un volto al pirata della strada: una signora di Mestre denunciata per omissione di soccorso.

L'incidente. L'investimento è avvenuto mercoledì 16 novembre, poco dopo le 9, in via Lussinpiccolo: ad essere travolto un signore sessantenne che abita in zona. Intervenuti sulla scena dell'incidente, gli agenti hanno ottenuto le prime informazioni utili da due testimoni, tra cui la marca dell'autovettura dell'investitore, alcune parti della sequenza alfanumerica della targa e l'indicazione che il veicolo aveva uno dei due specchietti retrovisori esterni penzolante. La vettura – hanno riferito i testimoni – si era poi allontanata immettendosi in via Miranese, in direzione Spinea.

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La ricerca. Subito è partita l'allerta attraverso la centrale operativa: quest'anno, i vigili urbani di mestre sono riusciti ad individuare 7 dei 14 conducenti responsabili quest'anno di incidenti e poi svaniti nel nulla, senza aiutare le persone che hanno ferito. La ricerca si è fatta battente e dopo 6 ore,  in una carrozzeria di Mira, è stata trovata l'auto-pirata, guidata da una signora mestrina, denunciata per lesioni e omissione di soccorso, mentre la sua vettura è stata posta sotto sequestro d'intesa con la Procura. 

La denuncia.   In una nota,  la Polizia municipale ricorda ai cittadini che, ai sensi dell'art. 189 del Codice della strada, qualsiasi “utente della strada, in caso d'incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l'obbligo di fermarsi e di prestare l'assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona”, pena la reclusione da sei mesi a tre anni, per l'inottemperanza all'obbligo di fermarsi, e la reclusione da un anno a tre anni per l'omissione di assistenza ai feriti.

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