Strade veneziane, meno incidenti e feriti

Scende il numero di incidenti e feriti mentre resta invariato il numero di vittime sulle strade veneziane: è la situazione descritta dal rapporto Aci-Istat 2016, presentato ieri dall’Automobile Club del Veneto e riferito al 2015. Nel Veneziano gli incidenti mortali sono stati 59, esattamente come nel 2014, in aumento rispetto ai due anni precedenti (51 nel 2013 e 55 nel 2012). Il dato confortante è che, al contrario, il numero di sinistri è in calo: gli incidenti, tra il 2014 e il 2015, passano infatti da 2.389 a 2.357, mentre i feriti scendono da 3.503 a 3.390. Allargando lo sguardo alla regione, la media generale rimane in calo: le vittime della strada sono scese del 3% (da 325 a 315), i feriti dell’1,8% (da 19.512 a 19.156) e gli incidenti dello 0,6% (da 13.958 a 13,867). La maglia nera spetta a Padova, dove il numero di vittime è identico a quello veneziano (59) ma in grave aumento rispetto al 2014 (+15.7%): è il dato più negativo di tutto il Veneto. Sono 59 anche i caduti veronesi, ma qui la situazione è in via di miglioramento: l’anno prima erano 73. Numeri più bassi si registrano poi a Vicenza, dove si passa da 50 a 46 vittime, e a Belluno, da 21 a 17. Stabile Rovigo (18) e in live salita Treviso, da 53 a 57. Il trend, in ogni caso, è in discesa: dal 2005, quindi nell’arco di quindici anni, il numero di incidenti in Veneto è sceso del 29%, quello dei feriti del 28,5% e il numero di vittime del 50,7%. Un risultato, commenta il presidente dell’Aci Veneto, Luigino Baldan, «in linea con gli obiettivi europei, secondo i quali il numero di vittime della strada dovrebbe diminuire del 50% dal 2010 al 2020, fino a raggiungere lo zero nel 2050. Certo, sono obiettivi ambiziosi, ma i segnali sono positivi». Quanto alle cause scatenanti degli incidenti: «Le principali» continua Baldan «sono tre: distrazione, velocità e mancato rispetto della segnaletica stradale. Queste cause, insieme, danno luogo al 75-80% dei sinistri: sulla prima, in particolare, pesa soprattutto l’avvento dei telefonini, troppo spesso utilizzati anche alla guida. E qui si può intervenire a costo zero, o quasi, semplicemente con l’educazione al rispetto delle regole. Poi si può intervenire anche sulle infrastrutture: gli incidenti, ogni anno, costano a ciascuna provincia 160 milioni di euro: una cifra che potrebbe essere spesa, ben meglio, in lavori pubblici».
Silvia Quaranta
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








