Mestre, sfila l’orologio d’epoca a un ottantottenne

Il racconto del nipote: «È stato avvicinato da una giovane che l’ha distratto e derubato. Reato infame, nonno è disperato»

Matilde Bicciato
A Mestre un anziano è stato derubato con la tecnica dell'abbraccio
A Mestre un anziano è stato derubato con la tecnica dell'abbraccio

È stato derubato da una donna che, dopo avergli chiesto informazioni stradali, l’ha abbracciato, riuscendo con gesto fulmineo a sfilargli l’orologio dal polso.

La vittima è un uomo di ottantotto anni e il fatto è capitato in via Tevere a Mestre.

A raccontarlo è stato il nipote del derubato, Federico, che una volta rientrato a casa ha ascoltato il racconto disperato del familiare.

«Mio nonno, Franco, è stato scippato con la tecnica più subdola che esista, a neanche duecento metri da casa» racconta il giovane.

«Era uscito in auto con un amico che poi l’aveva fatto scendere a due passi dall’entrata. Una ragazza molto giovane gli si è avvicinata, non era italiana, aveva un accento chiaramente straniero.

Lei ha cominciato a chiedergli informazioni stradali, voleva raggiungere un posto che però non aveva idea di dove si trovasse. Lui ha cominciato a risponderle, cercando di aiutarla» prosegue Federico.

«A un certo punto, fingendo di aver capito davvero, ha allungato le mani per accarezzarlo sul braccio, con un gesto fulmineo. Poi l’ha abbracciato e se n’è andata, sorridendo». Di non avere più al polso il suo Eberhard d’epoca l’anziano però se n’è accorto solo una volta rientrato a casa, cadendo in disperazione.

«Il gesto è stato talmente fulmineo che mio nonno non si è accorto di nulla, e per staccare un cinturino senza farsi vedere bisogna essere dei ladri professionisti» continua il nipote. «Siamo andati subito a fare la denuncia. Mio nonno era disperato, mortificato, si vergognava per quello che era successo ma gli hanno spiegato che queste tecniche sono molto comuni.

Ora speriamo che la prendano. Mio nonno ha avuto la sensazione di essere seguito. Chiunque fosse quella donna, sapeva di trovarlo fuori casa e conosceva bene i suoi spostamenti» spiega Federico. «Quell’orologio forse valeva qualche migliaio di euro ma, soprattutto, era l’orologio del mio bisnonno. Per una vita era stato al polso del padre di mio nonno.

Uno scippo fatto con il sorriso beffardo è difficile da digerire, la sensazione è terribile. Poteva anche finire molto peggio, perché Franco non cammina bene ed è molto debole.

Se si fosse accorto dello scippo in tempo reale e avesse provato a reagire, sarebbe potuta nascondere anche un’aggressione vera e propria. Da un cerco punto di vista, meglio che sia finita così. Ora speriamo che la denuncia serva e che ritrovino l’orologio».

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