Mestre, drogata con il farmaco e violentata. In manette

MESTRE. Attirata con la promessa di un lavoro, poi drogata e violentata. La Squadre mobili di Trieste e di Roma hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Venezia, Marta Paccagnella, nei confronti di Andrea Campana, 45 anni, nato in Germania, residente a Milano in via Ariberto 10 ma di fatto domiciliato a Roma in via Catania 19.
L’attività investigativa, coordinata dal pubblico ministero Alessia Tavarnesi, è iniziata con il referto stilato dal medico del pronto soccorso di Trieste, a seguito del ricovero della vittima, una cittadina lettone, che oltre a descrivere le lesioni compatibili con una violenza sessuale, indicava la presenza di benzodiazepine nelle urine della ragazza, che non ricordava quanto accadutole la sera precedente.
Le indagini attivate dalla Squadra mobile di Trieste hanno permesso di ricostruire gli eventi dei giorni precedenti, dei quali la vittima non aveva più memoria, ovvero un viaggio di lavoro a Mestre il 15 luglio 2016, dove la ragazza, dopo aver risposto ad un annuncio di lavoro pubblicato online, era andata a cena con Andrea Campana, che avrebbe dovuto assumerla in qualità di stagista, come hostess.

Durante la serata l'uomo era riuscito a farle bere, probabilmente sciogliendolo nell'acqua, un medicinale (il Rivotril) contenente la benzodiazepina, inducendola in uno stato d’incapacità di intendere e volere e ponendola in uno stato di incoscienza per oltre 24 ore, dandogli quindi la possibilità di abusare sessualmente della donna, in auto, in una zona appartata, provocandole lesioni che al pronto soccorso di Trieste sono state giudicate guaribili in giorni 28.
Quel che risulta aghiacciante è che il caso accertato potrebbe non essere l'unico perché Campana era solito, con la promessa di un futuro e redditizio lavoro, avvicinare giovani donne, creando ad arte una situazione di totale incapacità e conseguenti amnesie, mediante somministrazione di farmaci con effetti psicotropi.
Ora l'uomo si trova in carcere a Regina Coeli per spaccio di sostanze stupefacenti, procurato stato d’incapacità mediante violenza, lesioni e violenza sessuale. Polizia e procura di Venezia lanciano un appello alle persone, e soprattutto alle donne, che possano essere venute in contatto con quest'uomo, che nel corso degli appuntamenti potrebbe essersi presentato con un nome fittizio. Altri incontri di lavoro sarebbero stati organizzati, oltre che a Venezia, anche a Mantova e Verona.
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