Un cucciolo di Beagle per chiedere le offerte a Mestre: accattone denunciato

L'intervento della polizia locale vicino alla Coop di Mestre: l'uomo chiedeva denaro sfruttando il cane per suscitare la compassione dei passanti. Scattati una multa da 350 euro e il sequestro dell'animale, affidato all'Ulss 3 e destinato all’adozione

Edoardo Fioretto
Il cucciolo di Beagle
Il cucciolo di Beagle

Un cucciolo di Beagle, il marciapiede di corso del Popolo e una richiesta di denaro. Giovedì, vicino alla Coop di Mestre, è bastata una segnalazione alla centrale operativa della Polizia locale per interrompere la scena. I vigili hanno trovato un uomo di circa quarant’anni, cittadino romeno e senza fissa dimora, intento a chiedere l’elemosina utilizzando il cane per attirare l’attenzione dei passanti.

L’uomo è stato sanzionato e il cucciolo, di circa un anno, sequestrato in applicazione del regolamento comunale sul benessere degli animali, che vieta espressamente di utilizzare cani per l’accattonaggio. Il beagle è stato affidato al Servizio veterinario dell’Ulss 3 Serenissima.

La violazione comporta una sanzione amministrativa di 350 euro; il sequestro serve invece a sottrarre immediatamente l’animale all’utilizzo per la raccolta di denaro e trasferirlo in una struttura con condizioni più dignitose.

I precedenti

Non è il primo intervento di questo tipo. Ad agosto un altro cane era stato sequestrato nel centro storico, dopo che una persona era stata individuata prima a campo San Salvador e poi a campo Manin mentre continuava a mendicare accompagnata dall’animale. Nel giugno 2025, invece, due uomini di nazionalità romena erano stati fermati tra Lista di Spagna e l’Accademia mentre chiedevano denaro mostrando due cani ai passanti. Anche allora erano scattati sanzioni e sequestri.

I numeri mostrano che non si tratta di episodi isolati. Nei tre anni precedenti al giugno 2025 il rifugio degli animali di San Giuliano aveva accolto una trentina di cani sequestrati in situazioni di accattonaggio. Tutti erano poi stati affidati a nuove famiglie.

Da qualche tempo, però, attorno a questa pratica si è aperto anche un secondo livello di attenzione. Sono in corso accertamenti per capire se, in alcuni casi, l’impiego dei cani per impietosire i passanti possa intrecciarsi con soggetti appartenenti agli stessi ambienti coinvolti nei borseggi. Non esiste, allo stato, alcun elemento che colleghi il quarantenne fermato in corso del Popolo ai gruppi specializzati nei furti con destrezza. Le due cose, almeno per ora, restano separate.

La strategia

 Un precedente che ha acceso l’attenzione risale al gennaio 2025, durante le ricerche di Burro, il barboncino scomparso a Venezia. In quella vicenda era emersa l’ipotesi che il cane fosse passato dalle mani di alcune borseggiatrici a quelle di altri soggetti e che potesse essere destinato al circuito dell’accattonaggio. Una pista, mai trasformata in prova, che aveva però mostrato quanto i confini tra attività diverse possano meritare ulteriori verifiche.

Il meccanismo, del resto, è elementare. Un cane, soprattutto se giovane, attira lo sguardo e rende più efficace la richiesta di denaro. È proprio questo utilizzo strumentale che il regolamento comunale intende impedire.

La vicesindaca Francesca Zaccariotto parla di animali trasformati in strumenti «per suscitare compassione e raccogliere denaro» e annuncia la prosecuzione dei controlli. Il caso di corso del Popolo, per ora, resta quello che è: accattonaggio con un cane e nessun collegamento accertato con altri reati. Il beagle, intanto, non è più sul marciapiede. Ma, sul fenomeno e le possibili diramazioni con la criminalità locale, si sono riaccesi i riflettori.

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