Primo maggio, nel Veneziano centri commerciali aperti ovunque. Protestano i dipendenti
Nave de Vero, Valecenter, Ca’ Mestre, Outlet di Noventa: nella giornata della festa dei lavoratori sarà possibile comunque fare shopping. Confcommercio: «Colpa della deregulation selvaggia»

Festa del Lavoro, ma non per tutti. Primo Maggio a tutto shopping, centri commerciali aperti e clienti a caccia di promozioni. Dal Noventa Designer Outlet al centro commerciale Valecenter di Marcon passando per Porte di Mestre e Nave De Vero tra food court, palestre e colossi dell’elettronica. Primo Maggio di festa, ma anche di lavoro per una carica di centinaia di dipendenti, molti dei quali donne.
Dopo Pasquetta e 25 Aprile, anche nella giornata del Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, i templi dello shopping sono aperti, in attesa degli amanti delle compere, delle promozioni e perché no, delle vasche all’interno delle grandi gallerie. Tanti i giovani che scelgono di ritrovarsi nei centri commerciali, oramai diventati in alcuni casi delle vere e proprie piazze dove ritrovarsi.
Aperto il centro commerciale Valecenter di Marcon, aperta la Nave De Vero di Marghera, a due passi dalla grande manifestazione del Primo Maggio, dove invece si difenderanno i diritti dei lavoratori, anche quello al riposo domenicale.
Aperto Porte di Mestre, solo per citare i tre maggiori. Aperto anche l’Outlet di Noventa, con sconti straordinari, in attesa dei tanti turisti, stranieri in primis, che affolleranno le spiagge del Litorale e faranno una puntatina anche a guardare le grandi marche.
Nel cuore di Mestre, porte spalancate anche per l’ex Centro Le Barche, oggi Ca’ Mestre, frequentato anche da moltissimi stranieri e in quest’ultimo periodo in particolare in forte crisi, nonostante a breve arrivi al piano terra una nuova para farmacia.
Coin ha ridotto e ottimizzato gli spazi, la stessa cosa ha fatto Feltrinelli all’ultimo piano, le commesse di Cooin sono in cassa integrazione a rotazione da metà aprile, in attesa di capire come evolverà la situazione. Non solo: a fine anno dovrebbe anche scadere il contratto di affitto della Pam al piano seminterrato del centro commerciale dei mestrini. Ricordiamo che la Pam di corso del Popolo, simbolo della città, ha chiuso da pochissimo i battenti, lasciando un altro spazio sfitto. E piazza Ferretto non riesce a riaccendere le vetrine spente. Una crisi, dunque, che abbraccia diversi settori, in particolare quello della moda.
Protesta Doriano Calzavara, già presidente di Ascom Confcommercio, titolare di diverse erboristerie proprio all’interno dei templi dello shopping: «Dopo 15 anni dal decreto Monti, siamo ancora qui, allo stesso punto. La deregulation del commercio costringe tutti a lavorare: in questi anni non è stato fatto nulla, nonostante i proclami. E non ne vale neanche la pena, perché i costi di tenere aperto sono maggiori dei ricavi. Abbiamo fatto sacrifici e battaglie, tutto per nulla».
Aperti, poi, saranno tutti i market etnici e non, c’è persino un supermarket di via Carducci, che annuncia la riapertura dopo alcuni giorni di serrande abbassate, proprio nel giorno della Festa del Lavoro. E questo è un altro tema più volte segnalato, quello della discrepanza tra gli italiani e gli stranieri, che tengono aperto praticamente sempre. La stessa cosa avviene nel mercato coperto di Mestre: ci sono alcuni giorni in cui sono aperti solo i banchi di frutta e verdura bengalesi, perché i calendari delle festività sono differenti.
Fuori dal coro la Coop, che oramai da molti anni, terrà chiusi, per scelta, i suoi punti vendita in città.
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