Marghera, si ferma l’emorragia delle aziende che chiudono
«La crisi della città non è finita: se si esclude Venezia, il saldo negativo nelle aperture e chiusure di imprese artigiane non si è ancora fermato: le istituzione locali possono fare molto per contrastare questa tendenza». I vertici della Cgia di Mestre hanno inaugurato con il presidente del Porto di Venezia Pino Musolino una serie di incontri “con i principali attori economici e amministrativi della città”.
«Il porto e il turismo sono le principali risorse economiche della città – spiega il presidente della Cgia, Roberto Bottan -. Nelle aree industriali veniamo da oltre dieci anni di emorragia, con aziende artigiane che chiudono e quelle nuove che magari resistono solo qualche anno e con pochi dipendenti. C’è un leggero miglioramento negli ultimi mesi, ma ancora debole, per essere ritenuto valido». I numeri illustrati durante l’incontro sono estremamente significativi: le aziende che operano a Marghera sono poco più di 1.000 per un totale di 13.560 addetti. I principali settori occupazionali sono: 4.220 addetti in attività prettamente portuali, 1.580 addetti in attività industriali portuali, 1.466 addetti in attività industriali e 1.198 in altre attività di interesse portuale. Con i dirigenti della Cgia, inoltre, sono stati affrontati alcuni grandi temi che ruotano attorno al futuro di Venezia e del suo entroterra: dall'area industriale di Marghera alle grandi infrastrutture viarie dell'area metropolitana, dall'incidenza del Porto nell'economia della regione Veneto alla capacità di fare sistema con gli altri porti del nord Adriatico. Gli artigiani mestrini hanno ascoltato i progetti del presidente del Porto e sottoposto le loro richieste. «Vediamo positivamente le Grandi navi a Marghera, con opportunità di sviluppo del porto e occasioni di lavoro per il mondo artigianale – prosegue Bottan -. Serve una spinta nella riqualificazione delle aree, con possibilità di insediamento di imprese medio-piccole. Abbiamo chiesto inoltre di migliorare la viabilità ferroviaria che si interseca con quella stradale, causando rallentamenti: su questo punto il Porto sta lavorando». Soddisfazione per l’incontro anche da parte del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale: «È stata un’occasione di confronto e di dialogo molto proficua durante la quale ho condiviso con gli imprenditori presenti alcune riflessioni sul ruolo cruciale del porto di Venezia per l’economia di Venezia e del Veneto, raccogliendo richieste e suggerimenti . ha sottolineato Musolino -. Lo scalo veneziano è il principale motore economico dell’area metropolitana, ma il suo valore va ben oltre queste cifre perché si misura anche nell’indotto che i traffici commerciali e turistici sono in grado di generare in un’area vasta e nel suo ruolo inestimabile di porta di accesso ai mercati internazionali per la manifattura veneta e italiana che ha nell’export la sua vocazione principale», conclude Musolino. —
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