Malore fatale, sub muore in Sardegna
Era un istruttore preparatissimo, specializzato nella caccia ai relitti. Ma ieri un malore gli è stato fatale, mentre si immergeva con altri sette sub nella cala di Maracalagonis, a pochi chilometri da Torre delle Stelle, nella zona di Villasimius, la nota località a Sud Est della Sardegna.
Per Fabio Pavan, trevigiano di 55 anni, non c’è stato nulla da fare, nonostante gli immediati soccorsi dell’inseparabile amico Stefano Bagarotto e degli altri compagni di immersione, tutti veneziani.
La tragedia si è consumata ieri mattina: gli 8 subacquei, i suoi compagni si erano immersi di buon ora per visitare il relitto dell’Isonzo, piroscafo armato della Marina Militare Italiana, affondato il 10 aprile 1943 dal sommergibile inglese “Safari” mentre navigava da Cagliari a La Maddalena. Il relitto giace da allora a circa 50 metri di profondità.
Il malore ha colto Fabio quasi subito, a 10 metri di profondità: i compagni si sono accorti che non dava più segni di vita, e che era in balia della corrente. Lo hanno subito soccorso, riportandolo presto in superficie, mentre dalla barca di appoggio, scattava la macchina dei soccorsi, con l’intervento della Guardia Costiera.
Ma tutto è stato vano, come i tentativi di rianimare Fabio praticati dai compagni: anche il personale dell’elicottero del 118, arrivato sul posto sorvolando le affollate spiagge di Torre delle Stelle, non ha potuto che certificare il decesso dell’uomo, recuperato da un mezzo della Costiera.
In pochi minuti gli amici hanno dovuto dare la dolorosa notizia alla moglie Franca, dipendente del comune di Treviso, (settore scuola-servizi sociali e cultura), che attendeva il marito.
La coppia era partita una settimana fa, adempiendo agli obblighi di tampone che la Sardegna ha disposto per gli accessi: i due, con gli altri amici aveva preso in affitto un appartamento per 15 giorni, lì nella zona.
Sulla tragedia adesso indagano i carabinieri della compagnia di Dolianova, mentre la salma dell’istruttore sub è stata portata nell’obitorio dell’ospedale di Cagliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
È il terzo sub che perde la vita in Sardegna negli ultimi 6 giorni. Una tragica catena luttuosa nell’estate della ripartenza.
La notizia è subito rimbalzata anche in città e in tutto il Veneziano dove Fabio era molto noto, non solo negli ambienti degli appassionati di sub.
Le immersioni erano la sua grande passione, quella di una vita.
Fabio era un dipendente della Marchiol. Si era avvicinato inizialmente al mondo dei sub con Claudio Gobbo, cui era rimasto sempre legato. Successivamente aveva frequentato per un breve periodo il circolo Sile Sub, a Sant’Angelo, che ha sede alle scuole Ferrini.
In particolare, amava le “cacce” subacquee ai relitti. Circa 10 anni fa aveva cominciato a frequentare il circolo genovese Haven Wreck Diving (che prende il nome dal relitto della nave affondata al largo del capoluogo ligure nel 1991), di cui era diventato uno dei punti fermi e dove aveva cominciato a frequentare i corsi per istruttore, superando gli esami, entrando infine nello staff tecnico. Negli ultimi tempi, con l’amico Stefano, aveva costituito a sua volta un altro circolo di appassionati fra Treviso e Venezia, che faceva base nella casa di via Plinio il Vecchio a S. Angelo. Oltre alla moglie, Pavan lascia le figlie Laura e Giorgia.—
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