Malattia genetica uccide 15enne

PORTOGRUARO. Un’immensa tragedia scuote l’intero territorio del Portogruarese. Si è spenta dopo la mezzanotte di ieri a Padova, a soli 15 anni di età, per le gravi conseguenze di una rara malattia genetica, Carolina Amelia Villa. Viveva in via Villa a Summaga e frequentava la quinta B del liceo ginnasio XXV Aprile di Portogruaro. Anche due suoi fratelli, alcuni anni fa, erano morti: si chiamavano Marco e Carlo. Carolina lascia nel dolore i genitori Aldo Villa e Francesca Fratter, oltre ad altri due fratelli, Antonio e Vittorio. La salma è arrivata nel primo pomeriggio di ieri nella città del Lemene. Questa sera a Summaga alle 19 verrà recitato il rosario, mentre il funerale verrà celebrato sempre in Abbazia domani alle 15.
La notizia ha cominciato a filtrare dagli ambienti scolastici e summaghesi attorno alle 10 di ieri mattina. Da anni combatteva con il suo raro male, la giovanissima Carolina. Non lo aveva mai fatto pesare. Per il suo compleanno i suoi compagni di classe gli avevano dedicato un video meraviglioso. Del suo caso era stato interessato anche Papa Francesco. «Era una leonessa», ha riferito tra le lacrime una persona che la conosceva bene, «ha combattuto fino alla fine».
I genitori sono persone stimate. Il padre di Carolina, Aldo Villa, è originario di Milano ed è stato in passato un campione di tennis. Francesca Fratter, la madre, originaria di Portogruaro, è imparentata con la famiglia Fratter, leader fino a poco tempo fa del settore frutta e verdura. In centro gestiva alcune botteghe.
L'insorgere della malattia non ha fatto demordere la famiglia, che si è rivolta a numerosi luminari, in tutta Europa, per risolvere la situazione. Si dice che un donatore si fosse fatto vivo dalla Spagna per aiutare la ragazza. A scuola si è saputo subito della perdita di Carolina: «Un vero dramma». ha detto il dirigente scolastico del liceo XXV Aprile, Roberto Barbuio, «siamo tutti costernati. I compagni di classe e gli insegnanti sono affranti. Il miglior modo per ricordare Carolina è stato quello di dedicare tutte le ore di lezione a lei, per cercare in qualche modo di lenire lo straziante dolore che ha pervaso tutti».
Tanti i messaggi su Facebook dedicati alla giovanissima. «La leonessa ha finito di combattere», ha scritto un amico, «ma il suo insegnamento, la sua “dannata” voglia di vivere, resteranno scolpiti per sempre».
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