Madre di tre figli morta a soli 31 anni sarà fatta l’autopsia

La donna era vedova e anche il marito aveva avuto un malore fatale alcuni anni fa. La giovane lavorava alla casa di riposo di Ceggia 

SAN STINO

È ancora avvolta dal mistero la morte di Khadiya Mchallal, 31enne vedova e madre di tre figli di età compresa tra gli 8 e i 11 anni, trovata morta nella sua abitazione in via fratelli Martina nel tardo pomeriggio di giovedì. La Procura di Pordenone, in base al rapporto trasmesso dai carabinieri della stazione di San Stino, ha deciso di fare eseguire un’autopsia nella giornata di domani alla salma che si trova nella cella mortuaria di via Friuli a Portogruaro, nella città dove il corpo della donna è stato trasferito, ancora tre giorni fa.

Attualmente si trova al cimitero monumentale portogruarese, e resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. La salma della sfortunata donna, che lavorava nella casa di riposo di Ceggia, dove il personale si era allarmato per la sua assenza, è stata ritrovata a terra nella propria abitazione, da alcuni conoscenti che hanno chiamato i militari dell’Arma. Sul posto il medico legale ha escluso la presenza di segni di violenza sul corpo.

La 31enne era nota alle forze dell’ordine, per qualche guaio del passato poi risolto. Stando ai primi accertamenti sul cadavere la giovane potrebbe essere morta per una violenta forma di ictus che non le ha dato nemmeno la possibilità di dare l’allarme. Escluso il gesto autolesionistico, non sono state trovate né tracce né biglietti. Anche il marito della sfortunata mamma venne a mancare per un malore, all’epoca si parlò di infarto.

La notizia ha addolorato tutta la comunità musulmana sastinese e portogruarese e anche molti residenti a San Stino che conoscevano Khadiya. «Era una donna molto bella», hanno riferito i vicini, «che si dava da fare per la sua famiglia. Si è rimboccata le maniche dopo il decesso del marito e lavorava per assicurare un futuro dignitoso ai suoi figli».

Alla notizia del ritrovamento del cadavere una folla numerosa, formata da mamme connazionali accompagnate dai rispettivi figli, si era radunata in via fratelli Martina per vegliarlo. Le circostanze hanno giocato un ruolo chiave. Khadiya Mchallal si trovava da sola in casa da qualche giorno, poiché i familiari che dividevano con lei lo stesso tetto, i tre figli e la madre, nonna dei piccoli, si trovavano in Marocco ed erano in attesa di alcuni documenti per permettere ai ragazzi di tornare a frequentare le scuole a San Stino.

Ieri pomeriggio si è saputo che la mamma di Khadiya ha preso un volo dal Marocco per raggiungere Venezia. Si è poi recata fino a Portogruaro, con l’intenzione di vedere la salma della figlia, ma gli addetti cimiteriali hanno negato il consenso, proprio perché c’è il veto della magistratura. —



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