L’ultimatum di Ortomercato «Ecco tutti i nodi da risolvere»

CHIOGGIA
Ultimatum di Chioggia ortomercato del Veneto al Comune per liberare gli spazi occupati “senza titolo” a Brondolo e per sciogliere i nodi che da anni bloccano lo sviluppo del compendio. In una conferenza fiume ieri l’amministratore unico di Chioggia Ortomercato, Giuseppe Boscolo Palo, ha elencato tutte le “colpe” del mancato decollo del polo agroalimentare promesso nel 2007 nell’atto di acquisto del terreno demaniale: spazio di 1.000 metri quadri ipotizzato per il nuovo centro cottura non ancora trasferito; montagne di materiali di scarto del Comune ancora negli spazi del mercato; punti interrogativi sulla trattativa con Opo Veneto per investire nel mercato; problemi burocratici per il trasferimento del Consorzio Agrario. E poi il problema di tutti i problemi, ovvero la legge Madìa che impone agli enti pubblici di uscire dalle società partecipate che non fatturino un milione di euro l’anno, esponendo la gestione del mercato all’ingresso di multinazionali. Il termine era fissato per il 31 dicembre, ma un emendamento passato nei giorni scorsi in commissione Bilancio ha prorogato di un anno.
«Speravamo in una proroga maggiore», spiega Boscolo Palo, «Nessun privato si sente tranquillo a investire in una struttura che da qui a un anno e mezzo potrebbe passare in mano a chissà chi. Abbiamo comunque un anno in più di respiro per risolvere i moltissimi problemi che pesano sul futuro del mercato. Nodi su cui incidono le responsabilità delle amministrazioni comunali degli ultimi anni che non hanno saputo camminare al nostro stesso passo. Nell’atto di acquisto del compendio datato 2007, si fissavano 10 anni di tempo per trasformarlo in un polo agroalimentare, pena la restituzione del terreno al Demanio. Di anni ne sono passati 14, ma il salto di qualità non c’è stato e di sicuro non per colpa dei privati. Ci sono buone proposte per allargare il nostro raggio d’azione, ma manca sempre quel piccolo tassello per concretizzarle. Da due anni il Comune ventila l’ipotesi di spostare qui il centro cottura della mensa scolastica perché l’Usl ha imposto il trasferimento dall’attuale sede non più idonea. Ma ancora non si vede nulla. Da gennaio 2020 Opo Veneto vuol vendere un magazzino al Comune con l’impegno di trasferirsi dentro il mercato e investire i fondi ricavati, ma il Comune nicchia. Il Consorzio Agrario si trasferirà qui dal 1° ottobre, ma mancano le autorizzazioni per gli scarichi e il Comune rimpalla le responsabilità».
C’è poi il problema delle montagne di materiali che negli anni il Comune ha depositato al mercato senza averne alcun titolo. «Siamo diventati la discarica dell’amministrazione», spiega Palo, «Abbiamo liberato il magazzino portando quintali di cose in discarica, ma ancora abbiamo di tutto, comprese le casette della Sagra del pesce. Se entro il 1° ottobre non sparirà tutto, porteremo il materiale davanti al municipio. La tolleranza ha raggiunto il limite». —
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