L’imprenditore strozzato dalle banche: «Una stretta insopportabile»
VENEZIA. Strozzato dalla banca. Che cambia in corsa le regole sui fidi, e pretende la restituzione immediata del prestito concesso due anni fa. Un caso drammatico, e per niente isolato, quello di S.P, imprenditore veneziano che si è visto chiedere in un sol colpo centinaia di migliaia di euro che avrebbe dovuto restituire in diverse tranche. Gli affari vanno male, gli appartamenti non si vendono. le banche hanno paura. Situazione che rischia di portare al disastro decine di piccoli imprenditori, ma anche di artigiani e investitori a cui non viene più concessi mutui per proseguire l’attività. Il caso di S.P. è emblematico. Come molti altri ha un contratto con una importante banca veneziana. Gli vengono concessi un paio di milioni di euro di fidi per portare avanti la costruzione di alcuni appartamenti. Investimento destinato a rientrare presto dopo la vendita dei locali. Ma il mercato è fermo, e quando finalmente si riesce a vendere una casa, la banca chiede di riavere l’intera somma. «Hanno cambiato l’ordinanza in corsa», si sfoga l’imprenditore, «io adesso che faccio?
Succede a molti. Una signora che aveva comprato con i suoi risparmi un magazzino si è vista costretta a venderlo per ripagare al più presto la banca che chiedeva la restituzione immediata del prestito. A questo si aggiunge la crisi generale. Decine di piccole imprese fanno fatica ad andare avanti. E adesso devono restituire i prestiti tutti in un colpo. «La situazione è molto difficile», conferma un giovane direttore di banca della città storica, «mentre per i mutui è più difficile cambiare i contratti, che sono stati firmati davanti a un notaio, con i fidi è più facile. Ci sono clausole che uno magari non legge, scritte in piccolo. Che non sono mai state applicate. Ma adesso il sistema è cambiato».
La stretta rischia di soffocare piccole imprese e famiglie. E non si vedono all’orizzonte nuove regole in grado di arrestare la deriva. La protesta monta anche perché alle banche la liquidità è stata garantita qualche giorno fa con uno stanziamento straordinario della Bce, la Banca centrale europea diretta da Draghi, al tasso speciale dell’1 per cento. Ma invece di mettere i soldi sul mercato e prestarli alle aziende, le banche hanno preferito reinvestirli nella stessa Bce, accontentandosi di un tasso ridicolo. Miliardi di euro fermi in cassaforte per paura, dunque. Banche al sicuro e clienti sempre più in bilico. Un dramma che resta sommerso, anche per la paura di ritorsioni legali.
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