Sport, congressi e spiaggia: «Così rilanciamo il Lido di Venezia»
Il Lido ha perso in dieci anni circa il 30% della presenze durante la stagione estiva. Un paradosso quello fotografato dal docente di economia del turismo De Marchi: il tasso di spopolamento si è fatto sentire a livelli inferiori rispetto al resto della città d’acqua

Spiaggia, sport e congressi. È lungo queste tre linee direttrici che si gioca il futuro dell’isola del Lido e la sua promozione turistica. Ne è convinta Michela Cafarchia, presidente del Consorzio Venezia e il suo Lido, che rilancia il dibattito sul futuro dell’isola dopo la recente analisi compiuta dal professor Damiano De Marchi, docente a contratto di economia del turismo a Venezia, secondo cui proprio il Lido ha perso in dieci anni circa il 30% della presenze durante la stagione estiva al contrario delle altre mète del litorale, in costante crescita.
Un paradosso, quello fotografato dal professore universitario, soprattutto perché in parallelo proprio l’isola della laguna è quella dove in questi anni il tasso di spopolamento si è fatto sentire a livelli inferiori rispetto al resto della città d’acqua.
Nel complesso, però, la presidente del Consorzio Venezia e il suo Lido punta a sottolineare come da tempo la strategia per lo sviluppo dell’isola sia ben definita.
E soprattutto pronta a esplorare nuovi mercati, a partire da quello tedesco e austriaco. Non è un caso che nei prossimi mesi proprio la destinazione Lido sarà promossa all’interno di fiere di settore oltreconfine con l’obiettivo di intercettare una nuova clientela.
«I dati sicuramente non mentono e le cose al Lido sono cambiate tanto negli ultimi dieci anni», spiega Cafarchia, «ma noi sul territorio stiamo lavorando da tempo per rendere il Lido non più la spiaggia dei veneziani quanto la spiaggia di Venezia. Il tutto grazie a progetti concreti, a partire dal portale Visit Lido che l’anno scorso ha fatto undici milioni di visualizzazioni. I nostri consorziati poi stanno lavorando da tempo per mettere a sistema le diverse offerte al servizio del turismo».
Una grossa spinta alla destagionalizzazione arriva poi dalla scommessa rappresentata dai congressi internazionali. Un settore in crescita grazie al lavoro promozionale di Vela e ai recenti lavori compiuti al Casinò. Infine, lo sport. L’isola si presta particolarmente, e le recenti promosse sul territorio dimostrano la potenzialità di questo settore.
«Pensiamo alla Nuada Longa», aggiunge Cafarchia, «realizzata da pochi anni e che quest’anno ha raggiunto quasi il migliaio di iscritti. Grazie a queste iniziative, la stagione al Lido si è allungata dai canonici cinque mesi a ormai nove mesi, ma il nostro lavoro si concentra soprattutto sulla creazione di un’identità molto forte dell’isola».
Il calo dei pernottamenti nell’isola era stato interpretato nei giorni scorsi dall’Ava (associazione veneziana albergatori) come diretta conseguenza del calo di posti letto. Nel 2015 il Lido disponeva infatti di 4.010 posti letto, mentre nel 2025 erano 2.857.
Al pari di Venezia, secondo gli albergatori anche l’isola ha attraversato negli ultimi anni un importante processo di riqualificazione delle strutture ricettive, con una riduzione della capacità media, passata da circa 80 a 68 posti letto, oltre alla chiusura, in alcuni casi temporanea ma protrattasi per anni, di intere strutture.
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