L’hub dei vaccini aperto al PalaExpo L’Usl lancia la sfida ma poche le dosi

mestre
La signora Mirta – 73 anni, fragile – si presenta mezz’ora prima dell’apertura dei cancelli. Sarà lei la prima vaccinata al Pala Expo di Marghera: il centro vaccinale più grande del Veneto, inaugurato ieri mattina in sostituzione del centro del Tronchetto che chiuderà i battenti nel fine settimana.
Una superficie di 10 mila metri quadrati, pari a quella di un campo da calcio, di cui per il momento viene sfruttata solo la metà. Dieci linee vaccinali, venti postazioni per l’anamnesi e sei per gli appuntamenti per i richiami, tutto moltiplicabile per due. Il punto è collegato da un servizio navetta a centro storico e terraferma, anche se alcuni anziani lagunari protestano per la convocazione per il richiamo a Marghera, sicuramente più complicata da raggiungere rispetto a piazzale Roma. C’è chi lamenta la carenza di segnaletica e chi teme la carenza di parcheggi, quando i giri della macchina saranno aumentati. Si vedrà, per il momento resta la soddisfazione per l’apertura del centro che dovrebbe diventare sfondo dell’ultimo tratto di questa battaglia. «Il Pala Expo è tarato per fare 2.880 vaccinazioni al giorno» spiega il direttore della Prevenzione dell’Usl 3 Luca Sbrogiò. «Ma quando i rifornimenti ce lo consentiranno, contiamo di arrivare a 4 mila», gli fa eco il direttore generale Edgardo Contato. Soddisfatto anche l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini: «Questo è un importante salto di qualità, reso possibile dalla collaborazione di Usl e Comune». L’hub lavora 12 ore, ma si conta di portare presto la chiusura almeno a mezzanotte. Ci lavorano 45 operatori a turno, oltre a Protezione civile e forze dell’ordine.
Ma il programma dell’Usl 3 è quello di coprire tutto il territorio. Prosegue Contato: «Stiamo riflettendo sulla possibilità di vaccinare nella formula dei drive through». Allora potrebbe tornare utile il parcheggio di piazzale Giustianiani a Mestre, utilizzato per i tamponi. È ancora Sbrogiò a fornire i numeri della macchina, tirata al massimo: «Settecento vaccinazioni a Dolo, 600 a Mirano, 500 a Chioggia, 300-400 a piazzale Roma, poi il punto del Lido, mentre gli altri passeranno alla medicina generale». Per il momento, il via è stato dato alle sole medicine di gruppo integrate che, per questa settimana, hanno a disposizione poco più di 3 mila vaccini: una trentina a camice bianco.
Il problema, lo si è ripetuto tante volte, consiste nella penuria di dosi. Tanto che ieri, per la prima volta, filtrava il timore di dover posticipare la data della fine delle vaccinazioni all’autunno, non più all’estate. Martedì è arrivato l’unico rifornimento della settimana: poco più di 16 mila dosi Pfizer, tutte con “nome e cognome”. Ne arriveranno altrettante mercoledì, di cui 6.600 per i richiami e altre 6 mila già prenotate. L’altro rifornimento, atteso la settimana prossima, consiste in 1.700 dosi di AstraZeneca. In totale saranno appena 11.100 i “nuovi” vaccinati. «Quante dosi abbiamo in frigo? Zero», sintetizza efficacemente Sbrogiò, «Oggi e domani inizieranno già a scarseggiare». Sperando che Pfizer rispetti la consegna, l’Usl 3 conta di aprire qualche slot domani, dando la precedenza a over 80 e fragili. Per il momento, esclusi caregiver e le persone tra i 70 e i 79 anni.
La priorità sono gli anziani. Dei 56.763 over 80 che risiedono nell’Usl 3, 36.650 (64,6%) sono stati vaccinati con prime dosi, mentre in 17.528 (31%) hanno completato la profilassi. A questi si aggiungono 2.615 anziani (4,6%) già prenotati. Sono 17.498 gli ultra 80enni ad aver rifiutato il vaccino: tre su dieci.
Considerando l’intera popolazione, a ricevere il vaccino sono state finora 94.950 persone su 550 mila, di cui 38. 533 con richiamo. —
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