Legge Stabilità, intesa sugli emendamenti

Brugnaro e Brunetta hanno siglato il “Patto del Tòdaro” con i parlamentari del Pd: fronte comune per dare risorse alla città
Di Alberto Vitucci
INTERPRESS. 14.08.2015. CA'FARSETTI
INTERPRESS. 14.08.2015. CA'FARSETTI

Il sindaco lo chiama il «Patto del Todaro». Siglato, anche senza carta e penna, sulla parola, ieri mattina proprio sotto la colonna del Todaro, in piazzetta San Marco. La città, la maggioranza e l’opposizione in Parlamento presenteranno emendamenti comuni alla Legge di Stabilità 2016 per cercare di mettere una toppa a una situazione di crisi che si aggrava di giorno in giorno. La promessa era stata fatta dal premier Renzi, in visita in laguna un mese fa.

La pratica è cominciata ieri sul Molo, pochi minuti dopo la conclusione dei funerali di Valeria e la partenza del presidente Mattarella per Roma. Dopo aver salutato il Capo dello Stato, il sindaco Luigi Brugnaro e il capogruppo di Forza Italia alla Camera, il veneziano Renato Brunetta, si sono trovati a pochi metri dalle colonne. C’era anche il sottosegretario Pd all’Economia Pierpaolo Baretta, insieme ai deputati del Pd Michele Mognato e Delia Murer, all’assessore al Bilancio di Ca’ Farsetti (Forza Italia) Michele Zuin. A volte funziona più un incontro «casuale» che decine di lettere e convocazioni. Sciolta solo in parte la tensione della cerimonia, Brugnaro ha provato a mettere d’accordo Baretta e Brunetta, come si trattasse di due amici da far riconciliare. «Allora, come facciamo? Potreste presentare insieme degli emendamenti», dice. «Io sono pronto, e mi posso impegnare per il partito perché sono il capogruppo», dice Brunetta. Poi scherza, rivolto a Baretta: «Tu puoi garantire altrettanto?». Il Pd, com’è noto, ha qualche sfumatura in più. Sullo sfondo Mognato annuisce, Zuin prende nota.

Adesso l’impegno è quello di ritrovarsi a Roma, già nelle prossime ore, per stendere una scaletta «operativa» degli emendamenti da presentare alla Camera e poi al Senato.

Tante le proposte, la più importante riguarda la possibilità per Venezia di essere riconosciuta «città speciale» e di poter amministrare in proprio la fiscalità. 27 milioni di turisti l’anno ne fanno in teoria una città «ricca», ma un po’ per l’evasione un po’ per gli obblighi di legge e i freni del Patto di Stabilità, il bilancio comunale non beneficia di queste ricchezze. Basterebbe l’autorizzazione a imporre un ticket di un euro per ogni crocierista, passeggero degli aerei e dei treni. Oppure minori vincoli sulle spese. Le norme del Patto di Stabilità, che già la giunta Orsoni e poi i commissari avevano tentato di far modificare, costringono il Comune a non spendere anche i soldi che ha. E aumentano le sanzioni e i tagli. Conteggiando nel bilancio anche entrate che non ci sono più, come il Casinò e la Legge Speciale. Adesso Brugnaro si affida al «Patto del Todaro».

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia