Le promozioni del 5 per cento e la App con il proprio conto

Fra i clienti c’è stato chi voleva chiedere un prestito usando come garanzia importi contenuti nella App di Venice Premi per il passaparola

PORDENONE

Il cliente arriva in ufficio a maggio 2017 e mostra alla segretaria la App installata sul suo telefonino, riconducibile al Venice investment group Ltd con sede a Londra. C’è il rendiconto di quanto avrebbero fruttato gli investimenti nel mercato Forex proposti a suo dire da Gaiatto. Esaltato dai 300 mila euro indicati nel suo account, il cliente spiega alla segretaria che intende presentare la schermata alla sua banca, come garanzia per chiedere un prestito.

È quanto riferisce alle Fiamme gialle di Portogruaro una delle dipendenti delle società riconducibili a Gaiatto. «Era palese che tale app fosse truffaldina e non verosimile», riferisce la donna agli inquirenti. Troppe movimentazioni in attivo e scritture che si ripetevano secondo uno schema predeterminato, come se dietro vi fosse un algoritmo automatico. Ma il cliente ci credeva.

I dati, però, erano inseriti e gestiti da due persone che facevano parte dell’organizzazione. All’interrogatorio di garanzia di aprile Gaiatto conferma che i suoi collaboratori controllavano il risultano sul software, sul quale però era lo stesso trader a caricare i dati e non dal sito ufficiale Ig. «Ero io a fine giornata a dire loro il guadagno o la perdita che c’era stata», aveva in quell’occasione affermato Gaiatto.

Potrebbe spiegare invece il mancato coinvolgimento asserito da alcuni indagati, che dichiarano di essere stati clienti loro stessi e tra l’altro di aver perso dei soldi, la speciale promozione riferita da una delle clienti. Ascoltata nel gennaio 2017, la donna aveva raccontato che nei report settimanali e mensili inviati a lei da Gaiatto sugli investimenti, non si parlava di provvigioni.

Ma quando si erano conosciuti il trader le aveva promesso un compenso del 5 per cento sui capitali investiti nel caso in cui i suoi clienti gli portassero altri clienti. Una sorta di iniziativa promozionale, dunque, per ampliare il giro di affari.

La persona informata sui fatti ha raccontato di aver cominciato a versare il primo assegno da mille euro nel settembre 2015, dopo che aveva sentito alcune persone parlare dell’attività di Gaiatto in un bar. Così la donna ha chiesto subito informazioni a un signore, si è accordata con Gaiatto, che si è presentato a domicilio per illustrarle le opportunità di investimento. I soldi sono lievitati fino a 10 mila euro nel 2016. Stupita la donna ne ha parlato con i genitori e un’amica.

Dopo aver firmato il contratto, ha incontrato il trader nel suo ufficio in corso Martiri della Libertà a Portogruaro. Poi le loro comunicazioni sono proseguite unicamente via mail. —

I.P.

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