«Le interrogazioni senza risposta? Il caso in procura»

VENEZIA

«Accesso agli atti ed esposti in Procura quando non sarà data risposta alle nostre interrogazioni». Per Marco Gasparinetti (Terra e Acqua) è tempo di bilanci a distanza di sei mesi da inizio consiliatura. Prima esperienza politica dopo sette anni di esperienza civica, i cavalli di battaglia del Gruppo 25 aprile hanno trovato una traduzione a Ca’ Farsetti, come ha spiegato ieri lo stesso consigliere comunale.

Per Gasparinetti, le ultime azioni messe in campo sono lì a dimostrarlo: e cioè l’accesso agli atti per il progetto legato al recupero dell’isola della Certosa, della caserma Pepe al Lido e l’esposto alla Procura della Corte dei Conti per danno erariale sulla mancata assegnazione di case del Comune e di Ater. «Non ci accontentiamo di fare le comparsate in consiglio comunale», aggiunge Gasparinetti, «il nostro obiettivo è puntare i riflettori sulle zone d’ombra della città». Con poco più di 5 mila voti alle ultime elezioni (4,04% di preferenze), in questi mesi Terra e Acqua ha presentato 13 interrogazioni, 2 mozioni, una petizione popolare, 6 emendamenti (respinti) al bilancio e alla variazione di bilancio, a cui si aggiunge il ruolo di prima firmataria per il consiglio comunale straordinario sul Recovery Plan. Tra le interrogazioni presentate, ben quattro erano incentrate sul tema della residenzialità. «Nell’ultimo anno il Comune ha perso 2700 abitanti, di questo passo», aggiunge Gasparinetti, «nel 2025 scenderemo sotto quota 250 mila residenti e perderemo la possibilità di votare per le Municipalità: sarebbe una sconfitta per la democrazia». Oltre al centro storico, il gruppo consigliare si è speso anche per iniziative a favore di Mestre con il supporto logistico per ripristinare la festa di San Michele a fine settembre. —



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