Lavoro nero, chiusi due ristoranti
CHIOGGIA. Due ristoranti, uno a Camponogara e uno a Sottomarina, sono stati chiusi, in questi giorni, per aver utilizzato lavoratori in nero in percentuale superiore al 20per cento del totale degli addetti presenti al momento del controllo.
Il provvedimento di sospensione dell'attività non è definitivo, ma sarà revocato a fronte del pagamento delle sanzioni comminate (circa cinquemila euro per ogni esercizio commerciale) e dell'assunzione, con regolare contratto, dei dipendenti trovati illegalmente al lavoro.
E' l'esito dell'ennesimo controllo contro l'utilizzo “sommerso” di manodopera eseguito dai carabinieri della compagnia di Chioggia insieme agli ispettori della direzione provinciale del lavoro di Venezia.
Con l'approssimarsi della stagione estiva, le attività di ristorazione sono tra quelle che aumentano l'attività e se, da un lato, soprattutto a Chioggia, perfino gli amministratori pubblici sperano in una buona stagione, che allevierebbe la pressione di disoccupati e bisognosi che si rivolgono agli uffici comunali, dall'altro scattano gli inevitabili controlli sulla regolarità delle prestazioni d'opera. Quelli eseguiti nell'occasione hanno permesso di individuare nella trattoria di Camponogara due lavoratori su quattro (pari al 50%) e nel ristorante di Sottomarina altri due su sei (33%) che lavoravano in nero. Negli scorsi mesi controlli analoghi erano stati eseguiti nelle campagne del cavarzerano, tra i lavoratori impiegati per la raccolta di radicchio e ortaggi in genere e nei laboratori artigianali gestiti da cinesi. In tutti questi casi c'erano stati, purtroppo, riscontri positivi anche se, soprattutto tra i cinesi, che appaiono la comunità meglio “organizzata”, il fenomeno del nero è in forte diminuzione. (d.deg.)
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