L’anno di pandemia tra fame e povertà boom di piccoli reati «Città più sicura»

Violenze domestiche, dati di Venezia in controtendenza  Il questore Masciopinto: «Risultato delle leggi più punitive»

VENEZIA

Aumentano i piccoli reati per sopravvivere e le truffe informatiche e diminuisce la violenza domestica. ono alcuni dei dati forniti ieri in occasione della 169° Festa della Polizia di Stato che raccontano gli interventi nella provincia di Venezia delle forze dell’ordine nell’anno del Covid-19 (dal primo marzo 2020 al primo marzo 2021).

«Nonostante l’insicurezza che la pandemia ha portato nella vita di tutti, vorrei dare un messaggio di serenità ai cittadini perché i numeri parlano di un territorio abbastanza sicuro» dichiara il questore Maurizio Masciopinto «Sono aumentati quei reati che io chiamo reati di miseria collegati a piccoli furti, ma è diminuita la violenza domestica risultato di una sensibilizzazione che ha portato le donne ad avere molti più strumenti a disposizione per contrastarla e gli uomini misure interdittive maggiori». Per il questore se è vero che ci sono stati dei casi di femminicidi eclatanti, è anche vero che le violenze sessuali sono diminuite, quasi dimezzandosi (da 22 a 16).

Crescono quindi quei reati minori predatori (vetrine rotte per rubare qualche euro, piccoli furti o scassi) volti a sopravvivere. «I dati, messi a confronto con l’anno precedente, vanno ovviamente letti nel contesto della pandemia» prosegue il questore che ieri, insieme al prefetto Vittorio Zappalorto, ha posto nella sede di Santa Croce una corona di allora per ricordare i poliziotti caduti in servizio «Per esempio le denunce in stato di libertà sono tantissime se non da record se consideriamo l’anno in cui sono avvenute, cioè quando tutto era chiuso. Lo stesso per quanto riguarda gli arresti che, sebbene siano diminuiti del 12 per cento, quindi da 234 a 207, sono numeri soddisfacenti se portati a termine nel periodo della pandemia».

Lo stesso vale per le persone controllate (32539, + 14 per cento) anche se su questi numeri Masciopinto sottolinea che nell’anno del virus sono state messe in campo anche più forze per i controlli. «I piccoli reati predatori sono stati compiuti per la maggior parte da un 70 per cento di persone extracomunitarie e questo dovrebbe spingerci anche a fare una riflessione giuridica» prosegue il questore «Ci vorrebbero delle misure più rapide. Per questo tipo di reati dovremmo uscire dalla logica di tenere in vita dei processi. Per il ladro che ruba il caffè dalla macchinetta credo bisognerebbe pensare a un meccanismo più innovativo, come una sanzione legata a procedimenti amministrativi più veloci, come per esempio decidere che per tutti i reati sotto i 200 euro si fanno 30 giorni di carcere».

La pandemia si legge anche nell’aumento di reati informatici, collegati al fatto che moltissime persone hanno utilizzato Internet molto più di prima, per esempio per fare acquisti. «Facendo più ricorso ad acquisti online cresce il numero delle potenziali vittime del cosiddetto pishing, ossia la truffa sul web» dice Masciopinto riferendosi all’aumento del 24 per cento di frodi informatiche.

Il calo del turismo e l’obbligo di rimanere a casa hanno per forza diminuito sia i furti in abitazione che quelli in destrezza (come gli scippi), mentre sono rimasti i furti di auto, sebbene soltanto di 15 unità.

Rimane invariato il numero delle rapine (sempre 200), mentre aumentano i controlli effettuati sulle auto per motivi anche in questo caso collegati all’anno della pandemia. —



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