«La mia vita si è fermata un anno fa»

SALZANO. «Da quel 27 aprile 2016 la mia vita si è fermata e con la mia credo anche quella dell'uomo alla guida del furgone dove Renzo si è schiantato. Ma lui vive con me e ogni 27 del mese, per ricordarlo, con gli amici ci troviamo sempre per una cena».
A parlare è Svetlana Platon, giovane fidanzata di Renzo Bobbo, il 40enne geometra di Salzano morto il 27 aprile di dodici mesi fa in via Luneo mentre era in sella alla sua Vespa. Una vita cambiata per sempre per la donna, che ha vissuto un 2016 da incubo, prima con la morte del padre e poi del compagno. «Papà è scomparso a gennaio», ricorda, «Renzo tre mesi dopo, con cui convivevo da più di sei anni. Nei mesi successivi ho provato a rimanere nella casa dove abitavamo (via Turati a Salzano ndr) ma a novembre ho scelto di tornare da mia mamma e i miei fratelli a Mestre. Troppo forte il dolore di rimanere lì, di restare in quella casa voluta e acquistata nel 2010: abbiamo avuto le chiavi il 31 dicembre di quell'anno».
La vita è fatta spesso di “sliding doors”, di quello che sarebbe potuto capitare se delle situazioni non si fossero verificate. «Quel mercoledì», continua la donna, «Renzo era tornato indietro a prendere dei documenti. Non stavo bene in quel periodo e mi aveva cercata verso le 10.30 per dirmi che avremmo pranzato insieme. Invece a mezzogiorno è successo quel che tutti sappiamo». Bobbo stava percorrendo via Luneo verso Salzano, quando davanti al ristorante “19 Paradiso”, è finito contro a un Fiat Ducato, con al volante E.C., ora 44enne, di Villa del Conte (Padova) che procedeva in senso inverso. Una tragica fatalità, perché il geometra è finito sotto il Ducato e morendo praticamente all'istante. «È deceduto su quella Vespa che tanto amava», continua Svetlana, «ed era una delle tante passioni come lo sci, lo sci nautico. Avevo un po' paura di quel mezzo, nonostante avessimo fatto svariate gite tra Croazia, Svizzera, Liechtenstein ma lui mi rassicurava sempre. Il momento più duro è stato agosto scorso, a inizio delle ferie: mi sono sentita davvero sola. Mi rileggevo tutti i messaggi della nostra storia d'amore ma sto cercando di riprendermi, di ricominciare daccapo anche se è dura». Un lavoro qui a Mestre e gli amici di Renzo, la loro compagnia: ai funerali, arrivarono in Vespa. Ora la donna sta cercando di superare questa fase delicata della vita, anche con un ricordo mensile semplice del 40enne. «Ci ritroviamo ogni 27 del mese lo faremo anche stavolta, a un anno dalla sua morte, perché lo sento come un angelo, vicino a me. Torno spesso nel luogo dell'incidente, torno spesso per mettere dei fiori».
Alessandro Ragazzo
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