La campana di San Stae è tornata a suonare a festa
Campana a festa suonata a mano nella chiesa di San Stae che nei giorni scorsi ha annunciato la riapertura al culto. Muta per decenni improvvisamente ha fatto sentire la sua “voce” squillante,...

Campana a festa suonata a mano nella chiesa di San Stae che nei giorni scorsi ha annunciato la riapertura al culto. Muta per decenni improvvisamente ha fatto sentire la sua “voce” squillante, vigorosa, armoniosa. Il suono del battaglio è stato inusuale perché la chiesa, affacciata sul Canal Grande, finora utilizzata come luogo per mostre, concerti o visite dove vi si accedeva con il pagamento di un ticket, da oggi fa controtendenza a dispetto di edifici religiosi chiusi e inutilizzati.
La decisione del parroco di San Giacomo dall’Orio, don Paolo Ferrazzo, rettore di San Stae e di San Zandegolà (quest’ultima concessa temporaneamente al patriarcato di Mosca da quello di Venezia), nonché direttore dell’ufficio della pastorale missionaria, è stata condivisa senza dubbi dalla comunità parrocchiale. Alle 10, 45 dell’altra domenica il sacerdote ha celebrato la messa di chiusura dell’anno catechistico nel tempio gremito di bambini, catechiste, famiglie, referenti dei vari gruppi parrocchiali, coristi. «Guardavo la chiesa e ho gioito nel vederla piena di fedeli. Non immaginavo un’emozione così grande», dice don Ferrazzo che aggiunge: «D’ora in poi verrà aperta con cadenza regolare per le celebrazioni e per gli incontri parrocchiali, intraparrocchiali, diocesani. Sarà predisposto un calendario anche in vista delle indicazioni del patriarca Moraglia con le collaborazioni pastorali e i cenacoli e l’imminente visita pastorale del presule che prenderà il via in autunno».
Per l’insolito “concerto” del campanaro c’era gioia nei parrocchiani e sorpresa nei vicini che nel sentire le sequenze dei tocchi alternati si affacciavano ai balconi domandando: «Cosa sta accadendo?». Qualcuno ha applaudito. All’interno della chiesa i ricordi dei fedeli si sono moltiplicati: c’era chi vi è entrato fin da neonato, chi è stato battezzato, chi ha ricevuto la comunione, chi si è sposato. Alcuni hanno rievocato le processioni lungo la salizada San Stae, altri hanno citato il nome dell’ultimo parroco, don Bruno Corrao trasferito nella chiesa di San Canciano. Suo stretto collaboratore fu don Giorgio Panzera, insegnante di diritto al Seminario patriarcale e missionario in Kenya dov’è sepolto dal 1984, nella diocesi lagunare fu tra i primi ad andare in terra africana. Nel 1965 la parrocchia di San Stae fu soppressa e la chiesa fu chiusa per importanti restauri finanziati dalla Svizzera.
Nadia De Lazzari
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