Anima pop o luxury, Jesolo si divide sul turismo futuro: ecco come sta cambiano il turismo
A Jesolo si accende il confronto tra turismo popolare e luxury: aumentano hotel e immobili di fascia alta, ma il sindaco difende una città ancora accessibile e inclusiva

Popolare o luxury, questo il dilemma. Esplode in piena stagione il dibattito sulla spiaggia di Jesolo non più per tutti. Da una parte, prezzi degli ombrelloni, le concessioni assegnate con le gare, gli investimenti milionari, dall’altra i parcheggi gratuiti quasi assenti, la spiaggia libera risicata, l’inflazione conclamata per ristoranti e pizzerie o negozi in genere.
Il sindaco, Christofer De Zotti, replica: «Jesolo è una località per tutti, una spiaggia che può essere pop e luxury». Ma il dibattito dell’estate si accende. Rodolfo Murador, fondatore di Jesolo Forum e attivo anche nel sodalizio di Jesolo in Movimento, lo innesca con foto e riflettori accesi sulla città e la spiaggia. «Jesolo deve decidere», punzecchia, «o diventa una località d’elite oppure resta popolare, tertium non datur. Il massacro della classe media si è infatti compiuto, e nessuno ha sparato un colpo. È bastato lasciare che i salari restassero fermi per trent’anni mentre tutto il resto cresceva: gli affitti, la spesa, il pane, persino l’ombra di un ombrellone. I ricchi sono rimasti ricchi, protetti dalla loro stessa distanza dal mondo reale, capaci di pagare centomila euro per una settimana in una villa con piscina come fosse una mancia.
La classe media, invece, quella che per decenni ha tenuto in piedi coste, alberghi e stabilimenti, è scivolata silenziosamente tra i nuovi poveri, senza clamore, senza rivolta, con la stessa educazione con cui si accetta una sentenza già scritta». «Non è la pigrizia a svuotare le spiagge il primo di agosto», afferma, «è l’aritmetica. Uno stipendio che non basta più a coprire un ombrellone e due lettini, il conto di un bar che oggi pesa come un weekend intero, l’assurdo teatro di un Paese in cui esistono affitti da centomila euro a settimana accanto a famiglie che rinunciano al mare per intero».
E segnala anche la crescita di una nuova borghesia giovane, multi-etnica, che nulla ha a che vedere con la Jesolo dei maranza che spesso viene raccontata. Hanno qualche soldo da spendere, esigenze nuove, arrivano in famiglie e gruppi, invocano i loro spazi.
Il sindaco De Zotti chiama in aiuto i numeri e le statistiche. «Le presenze totali del 2025 sono state 5.650.000 e nel 2015 erano 5.380.000. Cresceranno ancora. Le presenze in hotel 4 e 5 stelle sono 1.250.000 nel 2025 ed erano 1.050.000 nel 2015. L’aumento delle presenze negli hotel di alta fascia è stato di 200.000 unità, circa il 20% in 10 anni». «Ciò significa», aggiunge il sindaco, «che c’è una fascia crescente di turisti alto spendenti che scelgono le strutture migliori da un punto di vista qualitativo e di prezzo.
A questo va aggiunto il mercato immobiliare che ha offerte molto elevate. Questo, però, non ha comportato un’esclusione di altre fasce da Jesolo, ma anzi Jesolo ha continuato ad essere popolare perché le presenze complessive sono sempre aumentate negli anni. Al lido di Jesolo coesistono più persone e target. Penso alla spiaggia libera che confina con lo stabilimento del Casa Bianca Beach Club.
E i due clienti convivono senza alcun problema. «Jesolo è una città ospitale, multietnica», conclude, «e questa è la sua anima destinata a rimanere». Intanto, però, si continuna a costruire e il prezzo al metro quadro è arrivato a toccare quota 40 mila euro, proprio 40 mila, allo Jesolo Design District a firma dell’architetto Richard Meier. E i nuovi hotel saranno esclusivamente a 4 o 5 stelle.
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