Il Comune di Venezia apre all’Ai: nasce una task force di esperti per gestire i servizi

Approvate le linee guida per l’utilizzo a Ca’ Farsetti e nelle società partecipate. Il sindaco Venturini: «La tecnologia deve rimanere al servizio delle persone e mai sostituirsi alla responsabilità umana»

Mitia Chiarin
Ca’ Farsetti si prepara a usare l’intelligenza artificiale
Ca’ Farsetti si prepara a usare l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è una tecnologia utile ma da governare. E così la giunta comunale, riunitasi giovedì 23 luglio, su proposta del sindaco Simone Venturini, ha approvato le linee guida, ovvero gli indirizzi operativi per l’implementazione e l’uso sicuro e consapevole di sistemi di intelligenza artificiale nell’attività di competenza del Comune di Venezia.

E nasce anche una task force di esperti dentro il Comune: un vero e proprio AI Team multidisciplinare, composto da professionalità informatiche, amministrative, economiche e giuridiche, che si occuperà di applicare principi, responsabilità e procedure comuni a tutti gli uffici dell’ente ma anche alle società partecipate e agli enti strumentali del Comune.

Inoltre viene istituito un Registro unico dei sistemi di intelligenza artificiale, che consentirà di monitorare tutte le applicazioni programmate, sperimentate, attivate o dismesse. Per Ca’ Farsetti si tratta di un passaggio particolarmente significativo per un sistema pubblico che conta circa 2.600 dipendenti comunali, che diventano 10.000 con le partecipate e gestisce servizi essenziali per residenti, imprese e milioni di persone che ogni anno frequentano la città.

Venezia si pone con la delibera approvata, spiegano dal Comune, tra le prime grandi città italiane a estendere in modo unitario regole, valutazioni preventive e strumenti di monitoraggio dell’intelligenza artificiale oltre il perimetro della sola amministrazione comunale, comprendendo le società partecipate, dal gruppo Avm fino a Venis, la società specializzate nelle gestioni di reti e sistemi che sicuramente vista la professionalità del personale sarà direttamente coinvolta nel team che si occupa di intelligenza artificiale. Questa innovazione procede nel solco del progetto di Smart city.

Dal 2020 la Smart Control Room integra dati e operatori di mobilità, sicurezza e servizi urbani, monitorando in tempo reale 15 indicatori chiave, a questo si aggiunge DiMe, la piattaforma che offre oltre 100 servizi digitali e il cui Contact Center ha gestito nel 2025 più di 208 mila chiamate.

Milioni di dati sensibili e servizi che con la intelligenza artificiale possono risultare più comprensibili e utilizzabili dai cittadini. Ma la intelligenza artificiale richiede un doveroso governo , procedure comuni e controlli.

Lo dimostra anche il recentissimo episodio di hackeraggio attuato dai computer di Open Ai, che produce ChatGpt.

Al primo posto, si spiega dalla giunta Venturini, resta la centralità del principio della supervisione umana: l’intelligenza artificiale potrà supportare attività e procedimenti, ma non sostituire il potere decisionale e la responsabilità delle persone.

Non saranno ammessi sistemi privi di un controllo umano effettivo o potenzialmente lesivi dei diritti fondamentali e della dignità della persona.

«Venezia è una città unica anche per la complessità dei servizi che deve garantire tra centro storico, isole e terraferma», spiega il sindaco Simone Venturini.

«Abbiamo costruito negli anni infrastrutture digitali avanzate, capaci di raccogliere e mettere in relazione dati utili per governare la città. Oggi compiamo un ulteriore passo: non basta utilizzare l’intelligenza artificiale, bisogna saperla governare. Lo facciamo mettendo insieme Comune, società controllate ed enti strumentali, con regole condivise, responsabilità chiare e standard comuni. L’obiettivo è migliorare il lavoro dell’amministrazione e la qualità dei servizi, garantendo sempre sicurezza, trasparenza e tutela dei diritti. La tecnologia deve rimanere al servizio delle persone e mai sostituirsi alla responsabilità umana».

Le linee guida del documento comunale verranno applicate a tutti i sistemi di intelligenza artificiale sviluppati o acquisiti dal Comune e alle applicazioni realizzate, gestite o manutenute dalle società controllate e dagli enti strumentali che operano per conto dell’amministrazione.

Ogni proposta sarà sottoposta a una valutazione preventiva sulla sicurezza informatica, la protezione dei dati, la sostenibilità economica e la compatibilità con i sistemi comunali. Saranno privilegiate piattaforme condivise e riutilizzabili, per evitare duplicazioni e frammentazioni tecnologiche.

 

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia