Incubo weekend quattordici navi trentamila arrivi, città sotto stress

VENEZIA. Venezia invasa dai crocieristi nel penultimo weekend di settembre, con un “carico” aggiuntivo di circa trentamila turisti che si aggiunge alla già consistente presenza di quelli pernottanti e soprattutto dei “giornalieri”.
Sono complessivamente ben quattordici le navi da crociera, in base al calendario reso noto dalla Venezia Terminal Passeggeri, presenti in Marittima da ieri fino a domani mattina, per una presenza potenziale complessiva che sfiora appunto le trentamila presenze. Si va infatti dagli oltre 4 mila crocieristi della Norwegian Star o dai quasi 3.500 della Rhapsody of The Seas - con i «colossi» di Costa Crociere anch’essi intorno ai 3 mila passeggeri, ai 120 della Marella Celebration, che si fermerà lunedì solo per una decina di ore.
In tempo, però, per “scaricare” la sua pattuglia di turisti giornalieri sulla città storica. Già ieri, soprattutto nella prima parte della giornata, nelle calli intorno a Rialto e San Marco erano intasate dalle comitive di crocieristi preceduti dalla loro guida, che talvolta anche si incrociavano nei due sensi di circolazione pedonale.
Un fenomeno che si acuisce in questo periodo dell’anno e non a caso per domenica prossima, quando è attesa un’altra invasione di croceristi, è prevista la manifestazione di protesta in acqua del Comitato No Grandi Navi, che ieri ha tenuto la sua assemblea preparatoria (ne riferiamo a parte). Un’invasione che non produce neppure particolari beneficio economici per la città, almeno ad ascoltare un esperto come il docente di Economia del Turismo di Ca’ Foscari Jan Van Der Borg.
«La quota di spesa giornaliera dei crocieristi» spiega «e pressoché equivalente, in base alle stime, a quelle dei turisti giornalieri contro cui tutti protestano, e cioè tra i 50 e i 60 euro. Non si giustificano su questa base i massicci investimenti in programma per difendere e sostenere la crocieristica in città».
La spesa media invece dei turisti pernottanti a Venezia, in base alle più recenti statistiche, risulta essere invece più che doppia, superando i 130 euro al giorno. Dopo un paio d’anni di flessione il mercato crocieristico anche a Venezia sembra in risalita, spiegando così anche il «pienone» di questi ultimi weekend.
Secondo i dati dell’Autorità portuale veneziana, infatti, nel primo semestre i passeggeri sono cresciuti del 16 per cento: in valore assoluto una crescita di più di 80 mila crocieristi più, dai 480 mila del 2017 ai 561 mila del primo semestre dell’anno in corso. Un fenomeno però che preoccupa anche una parte consistente dei residenti, anche sulla base di quanto il presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini (ne riferiamo a parte) è andato a riferire nella sua relazione al Congresso del Wto (l’Organizzazione mondiale del commercio) che si è svolto a Seoul, in Corea, in riferimento soprattutto all’inquinamento dei fumi e quello acustico.
La stessa Autorità Portuale ha deciso di recente di mettere sotto controllo i livelli di inquinamento acustico provocati nel Porto di Venezia dalle Grandi Navi, soprattutto nelle ore notturne, con l’uso di altoparlanti o amplificatori in occasione, ad esempio, di feste a bordo delle navi da crociera. Avviato infatti per la stagione in corso il monitoraggio acustico delle navi all’ormeggio nella banchine di Santa Marta e San Basilio nella Stazione Marittima, per la stagione crocieristica in corso.
L’incarico è già stato assegnato allo Studio Pro.Tecno srl. Previsti monitoraggi di lunga durata, per capire quanto rumore viene prodotto mediamente da una nave crociera che attracca e sosta alla Marittima. Ma anche di breve durata, relativi ad esempio ai periodi di imbarco e sbarco dei passeggeri o ad altri eventi legati alla presenza delle navi, sarà infine stilato un rapporto per valutare che i limiti di decibel nelle aree confinanti al Porto siano effettivamente rispettati, anche se non è mai stato emesso, come previsto dalla legge, un decreto che regola le emissioni acustiche nelle aree portuali.
Non è la prima volta che il Porto si occupa di questo problema, perché già quattro anni fa, l’allora presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa aveva emesso un’ordinanza per il contenimento e la riduzione delle emissioni sonore, anche in seguito alle reiterate le proteste e in qualche caso anche gli esposti presentati dagli abitanti di Santa Marta e San Basilio. —
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








