Incidente sul lavoro, Chiarot imputato

Al via il processo per un dipendente della Fenice caduto da un ponteggio mentre smontava le scene
Interpress-M.Tagliapietra Venezia 20.11.2015.- Teatro La Fenice. Chiarot, Brugnaro
Interpress-M.Tagliapietra Venezia 20.11.2015.- Teatro La Fenice. Chiarot, Brugnaro

Per la prima volta il sovrintendente della Fenice Cristiano Chiarot è finito sul banco degli imputati. È accusato, in qualità di rappresentante legale del teatro, di lesioni colpose a causa di un incidente sul lavoro accaduto all’interno del teatro: un macchinista mentre smontava le scene de «La Traviata», il 2 ottobre di quattro anni fa, era caduto e si era procurato lesioni alla schiena. Inizialmente Chiarot era stato condannato a pagare 15 mila euro con un decreto penale, ma il sovrintendente ha deciso di opporsi e di andare al processo.

Così, ieri, è iniziato con la testimonianza dell’ex dipendente rimasto coinvolto nell’incidente e del consulente della difesa, il medico legale e docente universitario di Padova Massimo Montisci . Il 41enne Enzo Martinelli, dipendente dal 2007, ha raccontato che cosa è accaduto quel giorno. Con altri tre colleghi stava smontando le scene su un ponteggio, ad un altezza di circa quattro metri, quando ha messo un piede su un piano che non ha tenuto ed è precipitato a terra con il sedere e la schiena. Ha spiegato che il ponteggio era stato montato dai colleghi di turno nella mattinata, ha aggiunto che ha ritirato la querela contro il teatro perché è stato risarcito, ma è stato anche licenziato a causa della lunga assenza dal lavoro: dopo l’incidente è rimasto un anno e tre mesi a casa, in malattia a causa di una forte lombosciatalgia, che gli avrebbe impedito di muoversi agevolmente. Ha riferito che per mesi ha sofferto di dolori alla schiena e al nervo sciatico.

Chiarot, stando al pubblico ministero Laura Cameli, deve rispondere di lesioni colpose perché avrebbe omesso la formazione del personale e non avrebbe fatto in modo che i ponteggi fossero allestiti a regola d’arte. E’ difeso dall’avvocato padovano Giuseppe Pavan, che ieri ha interrogato in aula il suo consulente tecnico, il medico legale Montisci. Il professore ha sostenuto che la prognosi stabilita dai medici del Pronto soccorso dell’ospedale di Venezia è condivisibile: nel documento si parla di 10 giorni. Ha sottolineato che la lombosciatalgia di cui ha sofferto Martinelli non sarebbe stata causata dall’incidente, ma si sarebbe trattato di una patologia precedente alla caduta dal ponteggio.

Il giudice Claudia Gualtieri ha rinviato l’udienza, per la discussione e la sentenza, al 13 dicembre. Per il reato di lesioni colpose l’autorità giudiziaria procede d’ufficio soltanto se la prognosi è superiore ai quaranta giorni, in caso di prognosi inferiore l’autorità giudiziaria può procedere solo su querela di parte, che in questo caso c’è stata. Dopo il risarcimento la querela è stata ritirata, comunque, secondo l’accusa, Martinelli ha subito lesioni superiori ai 40 giorni, mentre ieri il consulente della difesa ha sostenuto il contrario.

Giorgio Cecchetti

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