Fiamme in un’abitazione a Castello, paura e due turisti feriti
Il rogo è divampato dopo le 21. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato l’incendio

Le fiamme sui tetti martedì hanno illuminato la notte di Venezia e hanno fatto tremare gli abitanti di Castello. Un incendio è infatti divampato nel cuore della città, per la precisione dall’altana di un’abitazione al secondo piano del complesso residenziale della Marinaressa, tra calle Schiavona e sotoportego de le Colone, affacciata su Riva Sette Martiri. Il bilancio è di due turisti feriti, soccorsi dal Suem: uno con leggere ustioni e un’altra che ha avuto sintomi di intossicazione da fumo. Mistero invece sulle cause del rogo, ora al vaglio dei pompieri.
Grande preoccupazione tra i residenti e tra gli stessi vigili del fuoco: le fiamme in laguna rappresentano da sempre uno dei punti fragili di una città difficilmente raggiungibile dai mezzi di soccorso e ad alto tasso di infiammabilità, vista la presenza abbondante di legno nelle abitazioni veneziane, compreso il complesso della Marinaressa.
E in effetti, ad andare a fuoco ieri sera è stata proprio un’altana, la classica struttura in legno posizionata in corrispondenza dei tetti delle abitazioni e utilizzata per godere di viste mozzafiato. La colonna di fumo nera comparsa da Castello - secondo episodio nel giro di pochi mesi dopo la colonna di fumo nero comparsa pochi giorni prima dell’inaugurazione della Biennale - ha fatto immediatamente scattare l’intervento dei vigili del fuoco, allertati dalle segnalazioni dei cittadini.
Sul posto, oltre ai sanitari del Suem e ai carabinieri, i pompieri sono arrivati con due mezzi, compresa una grande imbarcazione cisterna per spegnere le fiamme. Una squadra è intervenuta dall’interno mentre un’altra ha operato dall’esterno. Le operazioni sono andate avanti a lungo.
Come testimoniano foto e video, immediatamente circolati nei social, si è infatti trattato di un vero e proprio incendio, con le fiamme che sono divampate per lunghi e interminabili minuti. In Riva Sette Martiri si sono riversati turisti e veneziani che hanno assistito alle operazioni di spegnimento. In base alle prime ricostruzioni, in quel momento la casa dove è divampato l’incendio era vuota. Al suo interno c’erano però letti e altri oggetti che lasciavano intendere che fosse abitata.
Ad accorgersi che qualcosa non stesse andando per il verso giusto sono stati dei turisti, che si trovavano nell’appartamento al piano inferiore rispetto all’abitazione dell’altana andata a fuoco. I vigili del fuoco sono rimasti fino a tarda sera per le operazioni di spegnimento e per controllare che la struttura e il tetto fossero in sicurezza. Al vaglio anche le possibili cause dell’incendio: al momento non si esclude alcuna motivazione, compreso il cortocircuito. Le due persone rimaste invece leggermente ferite sono state soccorse dal Suem, le loro condizioni non destano comunque preoccupazione.
L'incendio nel centro storico ha riproposto il tema - annoso - della sicurezza della città. L'intervento dei vigili del fuoco è stato tempestivo, come sempre in questi casi dove è alto il rischio di propagazione delle fiamme in pochissimo tempo. Memori di questa situazione ad alto rischio, il personale dei pompieri ha agito con prontezza e professionalità consentendo di limitare i danni al minimo indispensabile.
Molte le persone che si sono assiepate sulle rive: non per curiosità ma per autentico timore che l'incendio potesse avere più gravi conseguenze.
Negli ultimi anni, il Comune ha investito diversi milioni di euro per completare la rete anti incendio della città, che oggi è composta da oltre 52 km di condotte, circa 760 idranti e 7 centraline di pressurizzazione dislocate sul territorio del Centro storico. Ieri sera, i pompieri arrivati dalla centrale di Venezia si sono attaccati proprio alla rete dislocata nel sestiere di Castello, rivelatasi fondamentale per velocizzare le operazioni di spegnimento.
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