In città una partenza lenta «Ma c’è un clima di fiducia»
Saldi al via ma senza fuochi d’artificio. I cartelli con -50% da due giorni sono tornati ad affacciarsi sulle vetrine di negozi e centri commerciali, la ripresa degli acquisti c’è anche se “timida”. A soffrire, in provincia, è soprattutto il centro storico di Venezia. Già perché se nei centri commerciali del territorio si è pensato addirittura a formule no-stop per concedere più spazio allo shopping (Outlet di Noventa ma anche Nave di Vero a Mestre), in laguna la musica è tutt’altra. Qui, infatti, i negozi sono prevalentemente a vocazione turistica. E con gli arrivi ancora a rilento, la ripresa degli acquisti sarà inevitabilmente più lenta. «Ciò nonostante» fa sapere Maurizio Franceschi, direttore Confesercenti Venezia, «la caratteristica di quest’anno è che siamo in una fase di contenimento pandemia, e il fatto di aver tolto limitazioni che c’erano precedentemente ha ridato clima di maggiore speranza e fiducia».
La conferma dopo i primi due giorni di saldi nel Veneziano arriva dall’ufficio studi di Confesercenti che ha analizzato le previsioni dei prossimi saldi estivi delineando così una prima stima riguardo l’andamento delle svendite promozionali. «La ripresa degli acquisti è stimata intorno al 15/20%» fa sapere il vicedirettore di Confesercenti Venezia, Michele Lacchin, «con percentuali però più contenute nell’ordine del 10% nelle città d’arte dove la ripresa che dipende dal turismo internazionale sarà più lenta e graduale». Si deve considerare che nel 2020 il calo medio rispetto al 2019 fu di oltre il 30% con picchi del 60% nei centri storici con maggiore vocazione turistica come Venezia. Ancora una volta, il comparto dell’abbigliamento risulta ancora il più penalizzato. Per il 2021 si stima una spesa media di circa 150 euro a famiglia in ripresa rispetto ai 120 euro della scorsa estate, ma comunque abbondantemente sotto i 225 euro del 2019. I saldi, tuttavia, destano ancora grande interesse nella popolazione. In base a un sondaggio su scala nazionale sulle vendite di fine stagione estive condotto da Swg per Confesercenti, il 52% dei consumatori dichiara di voler approfittare dei saldi estivi per fare uno o più acquisti, mentre il 27% deciderà in base alle occasioni. Il budget medio nasconde, però, una forte polarizzazione. Un italiano su tre si terrà sotto i 100 euro, mentre il 20% spenderà più di 200 euro. Rimane protagonista dei saldi la rete del retail fisico: il 46% segnala di voler acquistare presso negozi brandizzati o una grande catena, il 39% presso un negozio indipendente e il 29% in un outlet, mentre solo il 27% dichiara di voler acquistare un prodotto anche su internet. Per Confesercenti non ha invece riscontrato grande successo tra i negozianti veneziani la possibilità di anticipare le svendite nei 30 giorni precedenti i saldi, concessione della Regione Veneto riconfermata nel 2021 dopo la sperimentazione del 2020. «La necessità di recuperare margini di reddito dopo le chiusure forzate» aggiunge Lachin, «ha infatti limitato la possibilità di agire sulla leva dei prezzi per incentivare le vendite». —
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