Il piano abortito per rapinare l’imprenditore De Boer

VENETO ORIENTALE. Mancava solo il sopralluogo finale, messo in calendario dal clan per il 16 aprile 2014, per verificare con precisione l’indirizzo della villa a Cremosano, in provincia di Cremona. Poi, a stretto giro, sarebbe dovuto scattare il sequestro a fine di rapina ai danni dell’imprenditore Albert Johan De Boer. Ma qualcosa per paura nell’ultimissima fase del progetto era andato storto e così il piano criminale era tramontato.
Era stato Paolo Valeri, finito in carcere nel maxi blitz di martedì, a indicare a Luciano Donadio, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, «il suo ex socio De Boer come responsabile degli ammanchi nonché destinatario e in possesso di un ingente finanziamento da parte della Comunità Europea (500mila euro all’anno)». Ad agire, secondo le indicazioni di Donadio, sarebbe dovuto essere una persona che «ha sparato alla polizia».
È sempre il boss dei Casalesi ad Eraclea a suggerire a Valeri di noleggiare un’auto per portare l’esecutore materiale a Cremosano per il sopralluogo: «Se tu dici dove abita, quello lo trova la notte... Lo troverà a letto. Devi portarmi su questo ragazzo e gli dici: “Questa è la casa”».
Scrive la giudice Paccagnella che «Nella fase di programmazione del sequestro e della rapina del De Boer, il Valeri era fattivamente intervenuto fornendo tutti gli elementi agli esecutori materiali (uno straniero prima e poi Giacomo Fabozzi e Renato Veizi) per localizzare la villa, descriverne le caratteristiche e anche offrendosi per accompagnare gli esecutori nel corso dei sopralluoghi». Ma il 16 aprile 2014, giorno del sopralluogo finale, Valeri all’ultimo si era sottratto, non presentandosi all’appuntamento con i complici.
E Luciano Donadio non aveva perso occasione per lamentarsi con Valeri per gli impegni non rispettati: «Dove c’è bisogno dei soldi, capisco che non ci sono. Ma dove c’è bisogno della parola di un uomo, tu neanche qua ci sei. Capisci?». Il progetto del rapimento era poi finito in archivio.
Era invece stato concretizzato parzialmente il piano d’assalto alla villa dell’imprenditore Rino Delle Rive, trevigiano di Castelcucco. Fabozzi e i due complici erano entrati in azione il 27 marzo 2015 ma il blitz delle forze dell’ordine aveva bloccato l’azione. La gip condivide quanto sostenuto dal pm Terzo, ovvero che «Fabozzi è stato prescelto per il fatto di essere valutato come il più esperto elemento del sodalizio nel campo delle rapine e dell’utilizzo delle armi». —
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