Il grazie dei Novello a messa «Marta si sta riprendendo»

Il padre della 25enne dimessa sabato ha parlato alla fine della funzione di Pasqua Il parroco si è commosso ricordando le preghiere della comunità per la ragazza

mogliano

«Marta si sta riprendendo bene, è merito del suo fisico forte, della sua giovane età, del grande lavoro dei medici e anche della vostra vicinanza». Al termine della messa di Pasqua nella chiesa di Marocco, frazione di Mogliano, prima della benedizione, Luigi Novello sale sull’altare e prende brevemente la parola. A due settimane dalla violenta aggressione subìta dalla figlia mentre faceva jogging a due chilometri da casa, il suo volto, pur nascosto dalla mascherina, e il suo fisico appaiono comprensibilmente provati.

Davanti ai banchi della chiesa, l’ex presidente dell’associazione di quartiere torna a ringraziare la sua comunità. Poco prima di parlare in pubblico, il padre di Marta Novello viene introdotto dal parroco don Vanio Garbujo che, citando brevemente nella sua omelia gli eventi delle ultime settimane, si commuove. «Le nostre preghiere non sono rimaste inascoltate», commentano i fedeli.

Fin dai primi giorni dopo l’aggressione, mentre la venticinquenne studentessa dell’Università di Padova lottava tra la vita e la morte, ricoverata in prognosi riservata in Terapia intensiva all’ospedale Ca’ Foncello con una ventina di coltellate, su invito proprio del parroco i davanzali delle villette del quartiere hanno iniziato ad illuminarsi ogni sera con la luce di candele votive, un simbolico “abbraccio di luce” a Marta e alla sua famiglia. «Continueremo ad accenderle fino a che non sarà tornata a casa», aveva commentato il presidente dell’associazione di Quartiere, Alessandro Gorgosalice. E così è stato, fino a sabato scorso, vigilia di Pasqua, quando nel primo pomeriggio la giovane ha fatto finalmente ritorno a casa, accolta tra le braccia dei suoi genitori, del fratello e dei vicini di casa.

Dal microfono sull’altare, il padre ha ripetuto ciò che aveva già dichiarato sabato alla stampa: «Siamo felici che sia a casa. Grazie a tutti quelli che hanno dato la forza a mia figlia di venirne fuori. Marta sta abbastanza bene», aveva detto, «Cammina con le sue gambe, avrà ancora un lungo periodo di convalescenza. Un passetto alla volta ce la faremo». Poi l’invito alla discrezione: «Ha bisogno di stare tranquilla. Mia figlia parla, conversa, è vivace, non ha perso il solito carattere aperto e gioioso». E i suoi genitori non hanno perso la fede. Alla messa di Pasqua, Luigi Novello ha voluto esserci, come sempre, e parlare in pubblico. Al termine del suo breve intervento, tutti i presenti si sono lasciati andare in un liberatorio applauso, lungo, infinito.

La chiesa dove l’altroieri si è festeggiato il ritorno a casa di Marta è la stessa dove pochi anni fa aveva ricevuto la Cresima il suo aggressore. Per lui e la sua famiglia nessun riferimento: in un giorno di festa rimangono invisibili. Sarà la giustizia terrena a svolgere il suo lavoro. —



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