Il fratello di Lucia: «I sospetti c’erano»

Giuseppe Manca: «Duro colpo per tutta la mia famiglia, ma non ci ha sorpreso. Renzo non nominava mai sua moglie»

di Marta Artico

MESTRE

La notizia dell’arresto di Renzo Dekleva, ha investito come un treno la famiglia di Lucia Manca, aggiungendo dolore al dolore. Il fratello, Giuseppe (da tutti chiamato Pino) Manca, in questi giorni ha sempre vissuto il dramma nel riserbo, proteggendo l’anziana madre e soprattutto la figura della sorella. I sospetti sul marito ci sono sempre stati, ma anche la consapevolezza che le cose sarebbero potute andare anche in modo diverso, nonostante più passava il tempo e specialmente dopo l’autopsia, gli indizi portassero tutti a Renzo.

Eravate stati avvertiti della svolta?

«Abbiamo saputo la notizia questa mattina (ieri, ndr). Nessuno ci aveva contattato prima».

Ve lo aspettavate?

«Abbiamo sempre avuto fiducia nel lavoro degli inquirenti. Ce lo si aspettava sì, ma quando accade è diverso, si spera che non sia così».

Il fratello di Renzo torna a dire che si deve cercare nell’ambiente della banca».

«Sicuramente è una ipotesi che le forze dell’ordine hanno già valutato, in ogni caso non ci hanno dato i dettagli, li chiederemo più avanti».

Come avete reagito?

«Sono addolorato, siamo addolorati, non è stata certo una bella notizia».

Aveva contatti con Renzo in questo periodo?

«I rapporti c'erano, ci sentivamo anche se non spessissimo, ma non stavamo ore al telefono».

Com'era?

«Normale, nulla di particolare, si comportava come sempre».

Parlava di sua moglie?

«Di Lucia non parlava assolutamente, specialmente nell'ultimo periodo».

Perché secondo lei?

«Forse attendeva, la situazione era in stand-by, taceva».

Renzo, secondo lei, si aspettava che lo avrebbero arrestato?

«Forse sì, del resto era l'unico su cui convergevano tutti i sospetti».

Verrete a Venezia?

«Per ora no, non programmiamo, più avanti forse».

L’avete detto a vostra madre?

«Sì l’abbiamo avvertita, per lei, per noi, è un duro colpo».

Ed ora?

«È un piccolo passo verso la giustizia, lui avrà modo difendersi e scagionarsi, sicuramente se lo hanno arrestato gli indizi sono gravi».

Cosa vi sta più a cuore ora?

«Il corpo è ancora a disposizione degli inquirenti, lo aspettiamo, sarà per noi il più grosso motivo di consolazione poterle dare un funerale».

Sentirete la famiglia di Dekleva?

«Certamente. Il nostro pensiero e la nostra preoccupazione va a loro che sicuramente vivono in modo drammatico quanto accaduto».

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