«Il diritto a curare la salute deve essere garantito a tutti»

L’intervista«Il Sistema sanitario nazionale deve essere universale ed equo». È questo il messaggio che il presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri della nostra provincia, Giovanni Leoni, ha...

L’intervista

«Il Sistema sanitario nazionale deve essere universale ed equo». È questo il messaggio che il presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri della nostra provincia, Giovanni Leoni, ha lanciato ieri all’apertura dell’ottava edizione di Venezia in Salute, nell’ambito del confronto sui quarant’anni del Servizio sanitario nazionale. «Bisogna colmare la disuguaglianza di servizi offerti che permane tra le regioni italiane» ha aggiunto Leoni.

Mancanza di servizi anche per mancanza di medici?

«La carenza di medici non nasce oggi, ma è un problema che deriva da un turnover molto limitato in rapporto alle necessità nei bilanci regionali. Un medico costa in media 75 mila euro l’anno, ne mancano 1.300 negli ospedali veneti, quindi è facile fare i conti del risparmio attuale».

E resta poi il problema della formazione.

«L’ampliamento della collaborazione tra ospedali e università servirebbe proprio a questo, con delle convenzioni specifiche che permettano ai giovani medici di imparare e crescere sul campo, e al tempo stesso fornire risorse umane preziose agli ospedali del territorio. Servono più di 3 mila nuove borse di studio per formare specialisti che mancano in Italia, e ci sono quasi 15 mila medici nel limbo che non riescono a specializzarsi, eredità di vecchie gestioni del sistema».

E il paziente si rivolge sempre più al privato.

«Dobbiamo ricordarci che c’è una grande fetta di popolazione anziana che soffre di più patologie, è malata cronica, esente da ticket e con problemi legati al reddito. Se non trovano una risposta adeguata nel settore pubblico, perché mancano medici e le liste di attesa si allungano, sono costretti a grandi sacrifici per deviare sul settore privato, ma c’è anche chi, a quel punto, non può neppure permetterseli esami e visite. Il rispetto della equità del sistema decade in una situazione come questa. Tutti devono potersi permettere le cure».

A Venezia in Salute riproponete anche il tema dei vaccini.

«È un tema di rilevanza nazionale che conosciamo bene e dobbiamo lavorare sulla divulgazione. Siamo consci che serve una informazione trasparente e comprensibile per tutti».

Prosegue la lotta alle bufale nel web?

«Sono ancora troppe e sono un fattore negativo nella evoluzione dei canali di informazione. Troppi soggetti hanno la libertà di fare clamore e sensazionalismi con notizie false, spesso anche per un diretto interesse commerciale. A questo problema dobbiamo contrapporre l’informazione scientifica come alternativa reale».

Il famoso “dottor Google” e le cure online?

«È ormai noto al grande pubblico che in rete si trova di tutto con certi motori di ricerca, ma anche molte cose che sono sbagliate. Chi volesse saperne di più dal punto di vista medico e scientifico, può trovare veramente le notizie sul motore di ricerca PubMed. È in inglese, ma contiene tutte le sintesi dei concetti giusti».

Parliamo del project financing legato all’Ospedale dell’Angelo.

«All’epoca in cui venne impostato sembrava la soluzione migliore e per certi versi rivoluzionaria. Oggi, invece, non se ne sente quasi più parlare come formula per realizzare determinate opere. Il project doveva sostituire i vecchi mutui, andando a realizzare opere tra pubblico e privato. In un tempo relativamente breve i dettami di quel contratto, per l’Angelo, si sono rivelati particolarmente onerosi per il pubblico e favorevoli per il privato. E da quel che leggo per l’Usl si è rivelato particolarmente dispendioso in termini economici». —

Simone Bianchi

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