Il Demanio blocca il progetto di Fispmed «Poca trasparenza»

Il Comune non conferma la notizia. Oggi alle 14.30 la onlus presenterà la proposta del Piano di valorizzazione

LIDO

Colpo di scena per il futuro della Caserma Pepe. Da indiscrezioni emerse ieri sembra che il Demanio abbia dato un no definitivo al progetto della onlus Fispmed sulla riqualificazione della Caserma Pepe. La notizia non è stata confermata dall’assessora al Patrimonio Paola Mar che ha comunque assicurato che oggi alle 14.30 Fispmed (Federazione Internazionale per lo Sviluppo Sostenibile e la Lotta contro la Povertà nel Mediterraneo-Mar Nero)presenterà lo stesso la proposta di Piano di valorizzazione della Caserma Pepe in streaming sul sito del Comune.

Sembra che a pesare per il no a Fispmed siano state le mancate integrazioni chieste nei mesi scorsi dal Demanio che voleva avere più certezze sulle fonti finanziarie del progetto da 54 milioni e l’uso del Monastero di San Nicolò, attualmente sede del Master in diritti umani e in concessione dal Comune fino al 2023.

È proprio su questa poca trasparenza e sul rapporto ambiguo tra la onlus Fispmed, fondata dal dipendente comunale Roberto Russo, e il Comune che La Nuova Venezia ha scritto più volte. Le polemiche erano già nate due anni fa quando Fispmed aveva avuto la concessione della Caserma ed era emerso un presunto conflitto di interessi tra la Onlus e il Comune. In quell’occasione erano sorti anche dei contrasti con il Monastero di San Nicolò che aveva diffidato Russo per aver pubblicato sul sito dell’associazione un progetto che includeva la loro sede.

Le perplessità che in questi giorni sono rispuntate, sollevate in particolare dal nostro giornale, hanno anche portato ieri il senatore Pd Gianni Pittella a sospendere il disegno di legge sull’istituzione dell’Osservatorio euro Mediterraneo Mar Nero che aveva affidato alla onlus Fispmed . «Al fine di evitare che le polemiche intorno alla Fispmed e al suo Presidente possano compromettere l’obiettivo meritevole di istituzione dell’Osservatorio euromediterraneo ho provveduto a ritirare il disegno di legge relativo che mi vedeva primo firmatario. Di intesa con gli altri firmatari ne modificherò il contenuto in modo da fugare ogni fraintendimento e preservare la natura e lo scopo di buone pratiche (...) di sviluppo sostenibile del Mediterraneo e del Mar Nero».

Il no del Demanio a Fispmed dimostrerebbe che da tempo il Comune era a conoscenza del progetto dell’associazione, nonostante la stessa Mar avesse dichiarato qualche giorno fa che lo avrebbe conosciuto oggi per la prima volta. Si scoprirebbe invece che il progetto era stato utilizzato dall’amministrazione come Piano di valorizzazione per chiedere il trasferimento da Stato a Comune tramite il federalismo culturale. Se così fosse il Comune oggi dovrà spiegare perché non ha reso pubblico il progetto con i cittadini. —

Eugenio Pendolini

Vera Mantengoli

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