I veneziani furiosi e imprigionati «Ma perché non farlo in un’isola?»

Si leva la protesta dai residenti della Celestia chiusi in casa Divieti per vaporetti e imbarcazioni. Le gabbie di metallo
Alberto Vitucci
Venezia,4.7.2021. Arsenale. Fondamenta degli Arsenalotti. Ordinanze restrittive in vista del G20 a Venezia. Nella foto: cancellate atte a chiudere l'ingresso e l'uscita da alcune calli.
Venezia,4.7.2021. Arsenale. Fondamenta degli Arsenalotti. Ordinanze restrittive in vista del G20 a Venezia. Nella foto: cancellate atte a chiudere l'ingresso e l'uscita da alcune calli.



Tolleranti e aperti al mondo i veneziani lo sono sempre stati. E pure abituati a vedere nella loro città, vetrina ideale, manifestazioni di vip, arrivi dei Papi e di grandi della Terra. Ma stavolta è diverso. Il G20 che si terrà nel cuore della città antica, dentro l’Arsenale, impone divieti, «zone rosse» e sacrifici. I ministri dell’Economia, per quanto animati da buone intenzioni, fanno da calamita alle proteste le più diverse sull’equilibrio mondiale. Dunque, bisogna isolarli e proteggerli.

«Perché non lo hanno fatto in un’isola?», si arrabbia una signora che abita alla Celestia. Per lei, come per molti che risiedono nell’area a ridosso dell’Arsenale, le limitazioni saranno pesanti. Divieto di passaggio, reti metalliche. Vaporetti che non arrivano e fermate dell’Actv sospese. «Come faranno gli anziani a spostarsi»?

«In isola sarebbe stato peggio», dicono gli organizzatori, «i ministri potevano essere “assediati” dai manifestanti in barca. Bloccati nel loro rifugio dorato dalla flotta dei manifestanti, senza possibilità di uscire se non a prezzo della forzatura del blocco. Dunque, Arsenale. Luogo chiuso per definizione, ma dentro la città. Si vedono adesso le gabbie in metallo inchiodate nelle storiche mura. Due cancelli sulla passerella che collega le Casermette alla Celestia. Non si passa. Cancelli anche dall’altra parte, dove c’è l’ingresso monumentale dell’Arsenale. Gabbie di ferro messe anche nei varchi sopa le porte storiche.

Poi c’è l’acqua. Divieto per tutti di passare a ridosso dell’Arsenale. Significa sospensione delle fermate di Celestia e Bacini per le circolari del GiraCittà, di Arsenale per la linea 1 in bacino San Marco. Come farà chi si vuole spostare? «Non si capisce cosa dovranno fare gli anziani di San Francesco della Vigna, isolati per quattro giorni», sbotta un abitante della Celestia. Delle limitazioni e delle modifiche delle corse Actv a questo momento non si sa ancora nulla. «Ma di cosa hanno paura, che un attentatore arrivi a bordo dei mezzi pubblici?».

Ma la decisione è presa, e le forze dell’ordine e l’apparato di sicurezza fanno il loro lavoro. Non si passa nemmeno con le barche private. Tutto intorno alle mura dell’Arsenale ci sono file di palloncini galleggianti colorati che delimitano le zone off limits. Le ordinanze congiunte, firmate dal comandante dei Vigili urbani Marco Agostini, dall’Autorità portuale e dsl Provveditorato alle Opere pubbliche prevedono divieto di passaggio. A queste s i sono aggiunte le ordinanze con la revoca temporanea dei posti barca. I proprietari hanno dovuto spostare la loro imbarcazione nelle due darsene di Certosa e Sant’Elena. Anche la Certosa sarà irraggiungibile. Per arrivare all’ospedale si farà il giro per Murano . I “corridoi” per i natanti prevedono infatti il divieto assoluto di passare davanti all’Arsenale. E il blocco della navigazione in Bacino San Marco dalle 8 alle 10 e dalle 16 alle 18. Dunque come si fa a raggiungere il Lido, soprattutto nel fine settimane quando ci arrivano decine di migliaia di persone? Come si farà ad andare all’ospedale? «I dettagli saranno comunicati nelle prossime ore», dicono in Comune e all’Actv.

Il precedente veneziano risale al giugno 1987, quando il G7 si riunì a Venezia, con Reagan, Thatcher, Mitterrand e Kohl. Allora però la scelta aveva riguardato l’isola di San Giorgio. Chiostri, spettacolare e vista mozzafiato su San Marco, sale riunioni prestigiose, arte e cultura intensa. E anche la possibilità di ospitare i partecipanti. Allora il vertice, presieduto da Amintore Fanfani, aveva dato buoni risultati.

Adesso i ministri dell’Economia sono attesi a tendere una mano alla parte più povera del pianeta, al rilancio dell’economia dei 20 Stati membri. C’è chi si attende annunci importanti, che potranno riguardare anche il clima, nelle giornate conclusive tra sabato e domenica mattina. E sul clima Venezia è certo il paradigma più esposto. Non basterà il Mose a metterla al riparo dall’aumento del livello dei mari. Occorrerà saggezza negli interventi da fare in laguna e in difesa dell’ambiente, contro il riscaldamento del pianeta. Per questo la annunciata visita alla paratoie sembra ormai annullata. Dal vertice dell’Economia mondiale ci si aspetta un messaggio forte, davvero rivoluzionario. Solo così, forse, i Veneziani potranno perdonare l’ennesimo disagio subìto. —



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