«I Comuni vigilino su legami tra Mala del Brenta e mafia»

campolongo
«Bisogna tenere sempre alta l’attenzione, i collegamenti emersi fra vecchi esponenti della Mala del Brenta e la’ndrangheta calabrese, devono far scattare un campanello d’allarme. In questo periodo di crisi economica, su un territorio come quello della Riviera, già terra di organizzazioni criminali locali, le infiltrazioni mafiose sul tessuto economico e sociale possono diventare una triste realtà». A lanciare il grido d’allarme è Oriana Boldrin da anni in prima linea nella cultura della legalità a Campolongo Maggiore paese natio dell’ex boss della mafia del brenta Felice Maniero. Boldrin è ideatrice del premio letterario intitolato a Cristina Pavesi, vittima innocente della mafia del Brenta, morta nell’assalto al treno portavalori a Vigonza nel 1990. È presidente dell’Associazione Mondo di Carta. Anche i sindaci della Riviera del Brenta con la presidente della Conferenza del comprensorio, Federica Boscaro, non nascondono il pericolo che questi collegamenti possono comportare in un periodo complicato come questo. Oriana Boldrin interviene dopo il coinvolgimento nell’inchiesta Taurus della procura distrettuale antimafia di Venezia di Gabriele Baldan, 55 anni, residente a Mira. Baldan è l’unico veneziano indagato. Ha avuto dei cattivi maestri di rilevo da Felice Maniero a Mario Pandolfo. Era uno degli elementi di spicco della nuova vita della criminalità organizzata in Riviera: insieme a Luca Livieri, erano cresciuti all’ombra di Maniero e compagni a colpi di rapine.
Con il tempo però Baldan dalle rapine è passato alla droga e da anni trattava con le ndrine calabresi e muovendo chili di cocaina attraverso dei fidati complici. La ’ndrangheta, come è emerso nelle indagini, non si occupa solo di prostituzione e droga, ma nel corso degli anni invece soprattutto al nord si è specializzata a far business con appalti e intervenendo nelle filiere della distribuzione e commercio e ovviamente dell’usura. «Dalla presenza di organizzazioni criminali di questo tipo», sottolinea Federica Boscaro sindaca di Fossò e presidente dei sindaci della Riviera, «bisogna sempre guardarsi le spalle. I controlli sugli appalti nei nostri comuni sono scrupolosi e nel pieno rispetto delle normative anti-mafia. Certo saremo attenti ancor di più e terremo alta la guardia visto che tante persone in difficoltà economica a causa della crisi, anche nostri imprenditori e commercianti, potrebbero cadere perché disperate nelle grinfie delle persone sbagliate. Con i sindaci della Riviera potenzieremo sempre più sensibilizzando gli uffici preposti, gli strumenti a nostra disposizione per prevenire infiltrazioni sul territorio, e segnalandole immediatamente nel caso avessimo anche il minimo sospetto, alla magistratura». Intanto nei giorni scorsi un appartamento di un esponente della criminalità organizzata a Mira confiscato dallo Stato è stato offerto al Comune dal Ministero, per una fruizione sociale e nel segno della cultura della legalità. La casa dell’ex boss Maniero a Campolongo è invece casa delle associazioni del paese. —
Alessandro Abbadir
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








