Quattro grandi hotel ancora chiusi a Mestre: 1.400 posti letto in meno
Si tratta dell’hotel Laguna Palace di viale Ancona-via Torino, del Russott, del Delfino di Corso del Popolo, e dell’hotel Garibaldi. Il turismo cala così dell’11 per cento

Mancano 1400 posti letto in terraferma, e sono quelli dell’hotel Laguna Palace di viale Ancona-via Torino, del Russott, del Delfino di Corso del Popolo, e dell’hotel Garibaldi.
Quattro strutture alberghiere che dopo il Covid, non sono più state aperte o hanno smesso di lavorare, una dopo l’altra, per motivazioni differenti lasciando, soprattutto le prima due, dei buchi neri che pesano sulle spalle di Mestre.
A luglio, le presenze in terraferma, hanno segnato un meno 11%, Ava, associazione veneziana albergatori, ha calcolato facendo la media con gli anni precedenti, che sono le stanze che mancano all’appello delle due grandi strutture alberghiere chiuse da anni, oramai, Russott e Laguna Palace. Un gap notevole, che rappresenta un punto a sfavore per Mestre, che potrebbe fare numeri più alti, perchè il turismo gira.
Laguna Palace

Il grande complesso alberghiero diventato in quest’ultimo periodo l’ennesimo rifugio di sbandati abbandonato al degrado, è tornato sul mercato.
La società Cobalto Spv che aveva acquistato l’hotel lo ha ritornato alle banche, e adesso ci sono due cordate di imprenditori veneti che sarebbero nuovamente intenzionate ad acquistarlo.
Una delle due, in particolare, sarebbe vicina a stipulare un contratto, che dovrebbe essere formalizzato entro fine settembre, al più tardi entro il mese di ottobre. Poi si apre la partita su chi potrebbe gestirlo, una volta di proprietà, per trasformarlo nuovamente in un’eccellenza della città. NH è interessata, ma non è l’unico gruppo di gestione alberghiera che potrebbe farsi avanti e ha dimostrato interesse. Probabilmente sarà bandita una gara in questo senso, in un momento successivo, per affidarlo al migliore.
L’ex Laguna Palace è una struttura molto grande, energivora, con dei costi di gestione alti e tecnologie realizzate negli anni Novanta. C’è poi tutta la partita del parcheggio, in parte comunale, in corso di sistemazione. Una vicenda lunga, complessa, legata a doppia mandata al nome dei fratelli Danieli e inaugurata nell’oramai lontano 2002.
Ma soprattutto una partita che si inserisce in una zona della città in via di forte sviluppo, in parte universitaria, in parte legata alle attività connesse con il Forte Marghera. In parte alla darsena, gli uffici comunali e poi tutta l’area commerciale di viale Ancona. Ci sono, però, buone speranze e previsioni positive, in vista dell’autunno alle porte.
Russott al palo
Un altro gigante che perde pezzi è il grande hotel di San Giuliano, un tempo uno dei più belli della città e quello dove si svolgevano molti eventi, convegni, iniziative, fiere. Tra le ultime, quella dei tatuaggi, che catalizzava migliaia di persone. Centottanta camere accanto al parco e una sala convention da 900 posti.
L’albergo nel 2023 è stato acquisito dal gruppo Apex Alliance, che ha la proprietà anche dell’hotel Hampton by Hilton, situato sull'isola del Tronchetto. A quanto pare, però, ci sono state delle complicazioni: chi lo ha acquistato voleva realizzare delle piscine, ma si è scontrato con la delicatezza dell’area di San Giuliano, sito sottoposto all’esigenza di bonifiche che non prevedono questa possibilità. Il valore dell’investimento è dunque cambiato e anche la trasformazione dell’hotel e soprattutto il suo riavvio, che sembra più lontano nel tempo.
Chiuso, nel centro di Mestre, anche l’Hotel Garibaldi, un cult dell’ospitalità che esisteva dal 1969. L’albergo ha terminato l’attività l’anno scorso, successivamente è sfumato un atteso cambio di gestione che parlava spagnolo. Un’altra partita ricettiva in stand-by, che attende una soluzione definitiva.
Anche la riapertura dell’hotel Delfino di corso del Popolo, che doveva tornare ad ospitare i turisti in estate, è slittata e un pezzo della città che avrebbe bisogno di fermento, è ancora chiusa. I lavori sono stati eseguiti, l’hotel avrebbe dovuto riaprire qualche mese fa, dopo essere passato al gruppo Amapa, costituito da più società attive nel settore turistico ricettivo a livello nazionale ed internazionale.
Fame di sale congressi
Senza Russott e Laguna Palace, in città mancano le sale meeting e convegni, che per forza di cosa si sono dovuti spostare in altre città. «Mestre perde un’opportunità, per questo stiamo lavorando per riaprire gli alberghi» ribadisce il direttore Ava Daniele Minotto «Perchè c’è una grande richiesta che oggi non viene evasa».
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