«Ho distrutto la vita mia, di Mariarca e dei figli»

musile di piave«La mia vita è finita quel giorno, merito di essere buttato via. Ho distrutto la vita di Mariarca, dei miei figli e mia». Antonio Ascione ha voluto rendere dichiarazioni spontanee...

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«La mia vita è finita quel giorno, merito di essere buttato via. Ho distrutto la vita di Mariarca, dei miei figli e mia». Antonio Ascione ha voluto rendere dichiarazioni spontanee davanti al giudice Massimo Vicinanza prima che la macchina della giustizia si mettesse in moto con requisitoria e arringhe. Ha parlato e ha pianto quando il discorso lo ha portato a ricordare i figli. Ha detto di essere addolorato per non poter vedere crescere i suoi ragazzi, per non poter accompagnare il figlio minore a calcio e occuparsi di tutte le incombenze che rappresentano la linfa per un genitore. Si è scusato, si è detto pentito, ha ribadito, come peraltro aveva già fatto nel corso dell’interrogatorio subito dopo l’arresto, che si è trattato di un raptus ed ha perso la testa di fronte alla sua ex moglie. Ma che non aveva progettato il delitto.

Scuse di cui la famiglia Mennella non vuol nemmeno sentir parlare. «Non lo perdoneremo mai», ha detto una delle sorelle di Mariarca, Pina Mennella, facendosi portavoce dei parenti della donna uccisa. Proprio il fatto di non voler più trovarsi faccia a faccia con Antonio Ascione ha imposto ai familiari di Mariarca di non presenziare alle due udienze preliminari che sono state finora celebrate. E per questo non ci saranno nemmeno giovedì prossimo alla lettura della sentenza.

La famiglia auspica che il giudice accolga la richiesta del sostituto procuratore e decida per una condanna alla pena massima. —

Ru.B.

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