Dalla Namibia al Veneziano, Hermine cerca le radici del nonno emigrato
Hermine Bertolini, 70 anni, è arrivata dalla Namibia per ricostruire la storia del nonno Giuseppe, nato nel 1883 nella provincia di Venezia. Cerca il certificato di nascita e possibili parenti tra San Michele al Tagliamento, Portogruaro e dintorni

Tra le mani stringe una fotografia in bianco e nero. Un pezzo di carta traslucida ormai sgualcito e consumato dall’affetto religioso che si riserva alle foto dei parenti custodite nel portafogli. Hermine Bertolini, 70 anni a novembre, stringe costantemente a sé quella del nonno paterno.
Lo scatto ritrae Giuseppe (Josef) Bertolini, emigrato in Namibia nella prima metà del secolo scorso, ma di origini apparentemente veneziane. San Michele al Tagliamento è infatti quanto più si avvicina a quel «St. Michaili, provincia di Venezia» indicato come luogo di nascita di Giuseppe, il 14 marzo 1883, nei pochi documenti di cui la nipote dispone. Tracce che la donna intende risalire come il letto di un fiume, il Tagliamento.
La promessa al padre
«Mio padre Cornelius sul letto di morte mi ha pregato di indagare sulle nostre radici italiane», racconta Hermine.
«Era il 2020 quando gli ho dato la mia parola. Desidero mettere insieme i pezzi della storia di suo papà, un uomo che sembra aver cancellato ogni indizio dietro di sé». Eccola, quindi, con abiti sportivi, occhiali da sole e zainetto in spalla, a setacciare il Veneziano. Accompagnata in questa avventura da una amica di infanzia, in veste di dottor Watson, che ha preso a cuore l’opaca vicenda familiare.
Un po’ signora Fletcher, un po’ Miss Marple, Hermine è atterrata all’aeroporto Marco Polo lo scorso 25 agosto per concentrare in due settimane una ricerca spannometrica nel territorio provinciale.
Sulle orme di casa
«Sono già stata in Italia prima d’ora, a Roma», ripercorre, «ma questa volta ho lasciato la Namibia espressamente per raccogliere sul posto ogni dettaglio utile a inquadrare una volta per tutte il mio albero genealogico».
Non parla una parola di italiano ma la tenacia che la accende e illumina le vale come il più valido passe-partout. Anche in provincia, dove sta bussando alla porta di ogni singola parrocchia e consultando il bar di paese. Palmo a palmo, come un segugio. «Dormiamo a Mestre e ci spostiamo con il trasporto pubblico», spiega la settantenne, «il miglior modo per comprendere come funziona una civiltà».
A San Michele
Prima tappa, San Michele al Tagliamento. Messa domenicale, lo scorso weekend. Immancabile la foto ricordo fuori dalla chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, patrono della comunità, e via a intervistare il prete. «È stato molto gentile», riferisce con un entusiasmo commovente la donna che si professa fervente cattolica. «Tuttavia», precisa, «non esistendo all’epoca dei fatti - paliamo della fine dell’Ottocento - l’attuale frazione che dovrebbe corrispondere a mio avviso a St. Michiali, mi ha suggerito di fare un tentativo a San Giorgio e a Concordia Sagittaria».
Detto fatto, la tabella di marcia delle due amiche è serrata. Una settimana è già volata, l’aereo di ritorno decolla l’8 settembre e, dei parenti del nonno, ancora non risultano sentori. «Il padre di Giuseppe si chiamava Orazio (Oratio) Bertolini, e la madre Felicita Nadal», arricchisce il quadro Hermine con le poche nozioni in suo possesso.
«So inoltre che Giuseppe andò successivamente a vivere nell’allora Africa Sud Occidentale, oggi Namibia. Che si sposò nel 1925 con Emilia Human e morì in Africa. La cosa bizzarra», evidenzia, «è che non abbia insegnato la sua lingua d’origine a nessuno, scelta di cui non conosco le ragioni ma che mi incuriosisce ulteriormente. Perché tagliare così drasticamente ogni canale di comunicazione?».
Docente in pensione
Laureata in Sudafrica alla University of the Western Cape, rinomata università pubblica situata a Bellville, un sobborgo di Città del Capo, Hermine è stata insegnante al liceo. Ora è in pensione, ha una figlia di 27 anni, dentista, e si dedica alacremente a quanto promesso al padre defunto quando lo vegliava al capezzale. Ha contattato i portali online di ricerca genealogica e, una volta a Venezia, ha suonato all’ufficio anagrafe in via Palazzo, a Mestre.
Cugini e nipoti cercansi
«Il mio obiettivo è trovare il certificato di nascita originale del 1883 di Giuseppe e, se possibile, conoscere i nomi dei suoi fratelli, sorelle e degli altri membri della famiglia Bertolini e Nadal», esplicita.
«Siamo inoltre interessati», dice poi, «a trovare eventuali parenti o discendenti della famiglia Bertolini e Nadal che vivono ancora nella zona di Venezia, San Michele al Tagliamento, Portogruaro e dintorni. Magari anche loro favoleggiano su un avo tanto tempo fa partito per l’Africa, e mai più tornato. Ricomincio da qui».
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