Arsenale di Venezia, il rio delle Galeazze torna navigabile dal 2028
Proseguono i lavori per il recupero del rio delle Galeazze all’Arsenale di Venezia. Il cantiere da 14,8 milioni di euro dovrebbe concludersi a novembre 2027: poi potranno tornare a navigare i mezzi di emergenza

Passi avanti all’Arsenale per il recupero del rio delle Galeazze e per il ripristino della sua navigabilità. Da contratto, il termine dei lavori è previsto a novembre 2027: facile quindi immaginare che se tutto dovesse andare liscio, le prime barche che torneranno a solcare le acque del rio si vedranno a partire da inizio 2028.
Si tratterà di certo di barche del Suem e delle forze dell’ordine, tutto da vedere se invece sarà coinvolto anche il trasporto pubblico. Dopo le attività preliminari di bonifica bellica, sono stati infatti completati il restauro e il consolidamento di circa 100 metri di marginamento nella Darsena Arsenal Vecchio. Il cantiere è ora concentrato su altri 130 metri di rive lungo il canale delle Stoppare.
Le opere hanno raggiunto quasi la metà dell’importo contrattuale complessivo di 14,8 milioni di euro, finanziato con risorse statali destinate agli investimenti sul patrimonio culturale e allo sviluppo delle attività della Biennale di Venezia. Il cronoprogramma prevede inoltre una copertura di 2,6 milioni nel 2027. Il grave dissesto delle rive e la fragilità degli edifici che vi poggiano richiedono particolare attenzione. Le soluzioni tecniche vengono calibrate e aggiornate in costante coordinamento con la Marina Militare e la Direzione generale dei lavori del Ministero della Difesa.
A questo intervento, dotato di un proprio finanziamento e di un distinto ambito progettuale, si affianca quello da 25 milioni di euro sui marginamenti lungo rio della Tana, rio San Daniele e rio delle Vergini. Nel complesso, ammontano a 40 milioni di euro le risorse destinate alla sicurezza di rive e fondamenta.
«Il recupero del rio delle Galeazze è un esempio calzante del disegno complessivo che stiamo sviluppando per Venezia», spiega il sindaco Simone Venturini, «non stiamo solo sistemando un rio né realizzando un intervento estetico: lavoriamo sulle fondamenta dell’Arsenale, consolidando rive, muri e strutture fragili e sostituendo protezioni provvisorie con soluzioni stabili».
Il progetto del rio delle Galeazze rientra nel più ampio programma da quasi 170 milioni di euro per lo sviluppo delle attività della Biennale, con oltre 100 milioni destinati al compendio. Sul fronte della cultura e della ricerca, 18,6 milioni sono stati destinati al potenziamento dell’Archivio storico delle arti contemporanee, attivo da gennaio 2027. Altri 9,9 milioni per il recupero degli edifici Carreri e dell’ex Centrale, destinati a diventare spazi polifunzionali con accesso autonomo, utilizzabili durante tutto l’anno.
«Una volta completate le opere e concluse le necessarie verifiche di sicurezza del rio delle Galeazze, i mezzi di emergenza potranno ridurre sensibilmente i tempi di intervento in città», aggiunge Venturini, «all’Arsenale, nei secoli, Venezia ha trasformato ingegno, lavoro e conoscenza in capacità produttiva e marittima. Coerentemente, oggi dobbiamo proteggere questa storia e darle nuove funzioni».
Anche l’assessore ai lavori pubblici, Riccardo Brunello, sottolinea l’importanza dei lavori in corso: «Un intervento complesso che procede in maniera spedita per restituire alla città uno dei suoi cuori pulsanti».
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