Grandi navi, attesa per il decreto Tornano i lenzuoli “Sos Venezia”

Al Congresso mondiale Unesco l’esame dei problemi della laguna e della città La rete di associazioni esorta i residenti a esporre dai balconi un telo bianco
Vera Mantengoli
Interpress\M.Tagliapietra Venezia 07.10.2020.- Manifestazione Lavoratori del Porto. Stazione di Santa Lucia.
Interpress\M.Tagliapietra Venezia 07.10.2020.- Manifestazione Lavoratori del Porto. Stazione di Santa Lucia.



Dopo le prime dichiarazioni di fuoco sulla decisione del governo di bloccare il passaggio delle grandi navi il primo di agosto, i diretti interessati, come Venezia Terminal Passeggeri, non vogliono più parlare. Intanto ieri, nel giorno in cui è cominciato il 44esimo Congresso mondiale Unesco, ha preso il via la campagna Sos Venezia che si concluderà il 31 luglio, quando i commissari dei siti Patrimonio dell’Umanità si saranno espressi. Sul futuro della crocieristica Renzo Scarpa, già consigliere del Gruppo Misto nella scorsa giunta, ricorda un progetto che Unesco stesso aveva accolto in modo positivo, ovvero quello di Fusina.

«Si potrebbe utilizzare da subito, senza bisogno di interrompere l’ingresso delle navi», sostiene. Dopo il decreto emanato dal consiglio dei ministri lo scorso martedì ora sui lavoratori regna l’incertezza. Se si sa per certo che il decreto dovrebbe approdare in Parlamento, non si sa ancora per esempio né a quanto ammontino le compensazioni previste, né quali saranno le società o cooperative che fruiranno dei ristori di cui, anche in questo caso, non si sa nulla. A questo proposito Scarpa propone di prendere in considerazione un progetto inviato qualche tempo fa a diversi ministeri, al Porto e a Unesco per l’utilizzo delle banchine di Fusina, già utilizzate in passato per esempio in occasione del Redentore. «Il Terminal Traghetti – Ro-Ro/Ro-Pax di Fusina per merci e passeggeri è di proprietà del Porto e potrebbe essere pronto da subito, adattandolo alle esigenze della crocieristica. Si potrebbero utilizzare tre banchine, senza intralciare i traghetti», spiega Scarpa, che ha firmato la bozza di progetto con Andrea Gersich e Renato Darsié. «Nello studio che abbiamo fatto dimostriamo come questa sia una soluzione immediata che permette alle navi di entrate da Malamocco e arrivare tramite il Canale dei Petroli a fucina», prosegue Scarpa. «Ci sono anche delle rotaie già pronte che collegano Fusina e Porto Marghera e alla Marittima, quindi basterebbe ripristinarle». Intanto però c’è chi urla «Salvate le nostre anime» («Save Our Souls», da cui Sos.), ricordando che le grandi navi sono soltanto uno dei tanti problemi della città. Sono le associazioni Fai Delegazione di Venezia, G25A (Gruppo 25 Aprile), Gruppo Wsm (viva San Marco), Italia Nostra sezione di Venezia, Movimento Autonomia Venezia e Venessia.com che invitano i veneziani, residenti e acquisiti, a scrivere su un lenzuolo, su un cartellone o dove ritengono, il loro Sos con l’oggetto della preoccupazione. «Venezia rischia di perdere la sua anima, in un patto faustiano con la speculazione che tutto riduce a una questione di denaro» scrivono i portavoce «Il tempo sta per scadere, per una città scesa dai 150.000 abitanti del 1959 ai 50.000 attuali, ed è per questo che abbiamo scelto di utilizzare la sigla internazionale “Save Our Souls”: salvare la nostra anima, prima che sia troppo tardi». Per le associazioni la Laguna è ancora sotto scacco, «considerata come territorio da aggredire e piegare a interessi estranei alla sua preservazione. È invece un bene vincolato e tutelato dalla Legge speciale nella sua interezza. La Laguna ha 6.000 anni, Venezia è sorta nella Laguna e con la Laguna. Proteggerla è compito di noi veneziani e di chiunque ami Venezia». —

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