Goldoni, festa con il blackout E gli attori recitano al buio

Dopo le 23 salta la corrente, il finale si fa con le luci di emergenza accese in sala Nel 1979 la prima per la riapertura fu rinviata per un infortunio durante le prove



La maledizione degli anniversari a cifra tonda? O un brivido da debutto per far sì che le grandi prime abbiamo qualcosa da raccontare - e ricordare - al di là della bravura degli attori e della bellezza dello spettacolo? Che ci sia lo zampino di Goldoni, evocato in apertura di serata dal blogger Federico Blumer che ne ha vestito .... il busto? Fatto sta che nel 1979 la prima di “La locandiera”, programmata per la riapertura del Teatro Goldoni, dopo 32 anni di chiusura, era stata rinviata per un infortunio durante le prove. Il primo attore - «una montagna», lo ricorda chi allora c’era - indietreggiando sul palco era finito sull’esile piedino di un’attrice costringendola ad abbandonare prove e spettacolo. E il debutto del testo goldoniano era stato posticipato inserendo una nuova interprete. Sul palco per una Locandiera memorabile c’erano Alvise Battain e Carla Gravina,

L’imprevisto

Giovedì la prima di “La casa nova”, un testo che dagli anni Settanta del secolo scorso non veniva rappresentato da una compagnia di professionisti, è andata sì in scena, ma, nel secondo tempo a una ventina di muniti dalla fine, il cast dello Stabile del Veneto diretto da Giuseppe Emiliani ha dovuto far i conti con un fuori programma non da poco. Un improvviso blackout nel bel mezzo della scena tra Anzoletto, interpretato in perfetto veneziano goldoniano dal pugliese Andrea Bellacicco (calabrese la servetta Lucietta, Federica Chiara Serpe), e la capricciosa novissa Cecilia (Maria Celeste Carobene). Buio sul palco, buio in sala fino all’accendersi delle luci di emergenza. Gli attori hanno chiuso la scena e poi al grido dalla platea: «Sipario», sono usciti contando sulla rapida soluzione dell’imprevisto.

il guasto

«Colpa dell’Enel», ha sentenziato Lucia Schierano (in scena Rosina) affacciandosi sul palco, «Riprenderemo non appena il guasto sarà risolto». Tutto l’isolato al buio, com’era già successo una decina di giorni prima creando qualche problema al vicino Fondaco. Dopo dieci minuti, l’annuncio: si riprende con le luci di emergenza. Attori al buio per il finale scoppiettante della commedia. Una prova superata con grande bravura riuscendo a tenere sul palco l’attenzione degli spettatori. Applausi.

lo spettacolo

«Peccato che si sia persa la parte conclusiva della scenografia virtuale: una Venezia sotto pioggia e fulmini, suggestiva», si dispiace Emiliani, che, al suo 15° Goldoni, fedele al testo e pulito nella regia, ha saputo portare in porto una nave con a bordo professionisti di provata capacità (Piergiorgio Fasolo, Stefania Feliciolo e Lucia Schierano) e «veri talenti con la fortuna di essere giovani», parola di regista e di pubblico. Un Goldoni lento nell’incedere iniziale e poi via via sempre più incalzante e frizzante fino al finale esplosivo, purtroppo compromesso dal blackout. Ieri la replica, mattino per le scuole e sera per tutti. Oggi, alle 19, e domani, alle 16. Una festa quasi perfetta, se non fosse per la dimenticanza, rilevata da qualcuno, di un riconoscimento per Massimo Ongaro e il suo passato al Goldoni. —



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