«Gesti di vicinanza nel mese del Ramadan a chi soffre per il Covid»
«Questo mese, segnato da prolungati momenti di digiuno e preghiera, pur condizionato dalla dolorosa pandemia, sia occasione per approfondire il legame con Dio, clemente e misericordioso, e compiere gesti di vicinanza, in particolare verso chi si scopre oggi più povero e fragile proprio a causa della pandemia in atto». Il patriarca Francesco Moraglia ieri ha scritto al presidente e all’imam della comunità islamica di Venezia in occasione dell’inizio del Ramadan.
«Sia questo un tempo adatto per costruire fraternità, amicizia e pace con tutti, nel reciproco riconoscimento e rispetto», si legge nella lettera inviata ai referenti dei fedeli di Allah che vivono nel Veneziano, «Ogni credenza religiosa sia impegnata ad intessere legami con ogni uomo e donna di buona volontà. Dio l’Onnipotente ci sostenga e accompagni nel cammino della vita in questo nostro tempo così impegnativo e decisivo per il futuro dell’umanità».
Da ieri la comunità musulmana osserverà il Ramadan per 30 giorni. Una tradizione che quest’anno, come era già successo nel 2020, sarà segnata dal Covid e dal necessario rispetto delle norme anti contagio. La preghiera suppletiva, generalmente recitata a tarda sera, è stata anticipata se recitata nei centri culturali. In questo modo i fedeli potranno tornare a casa in tempo per il coprifuoco che scatta alle 22. I posti per pregare nei centri culturali sono ridotti perché bisogna tenere conto del distanziamento. L’indicazione è stata quella di preferire per quest’anno la preghiera a casa, utilizzando le app o le dirette in streaming dalle varie moschee nel mondo.
I referenti della comunità islamica hanno chiarito che il rispetto delle regole, nel caso dei centri culturali, sarà ferreo. Oltre alle distanze interpersonali, sarà d’obbligo indossare la mascherina e igienizzarsi frequentemente le mani. Dovranno essere evitati gli assembramenti prima e dopo i riti. Il consiglio è di avere una copia dell’autocertificazione in tasca per il rientro al domicilio alla fine della preghiera. —
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